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Red Game Without a Great Name – Recensione

Ancora una volta un gioco nato per smartphone arriva sulle nostre piccole Switch, un connubio che oramai tende a consolidarsi sempre più e vede titoli ben convertiti e sempre sui generis. Questa volta però è accaduta una cosa alquanto bizzarra.

Infatti, il titolo che andremo a recensire, è una creatura del team polacco iFun4All, esatto, proprio gli ideatori di quel Green Game: Timeswapper che abbiamo analizzato tempo addietro. Ma questo Red Game Without a Great Name sarebbe fondamentalmente il prequel del gioco arrivato precedentemente, una sorta di primo episodio delle avventure del volatile.

Red Game Without a Great Name
Guarda che luna, guarda che gabbia!

Vi ho fatto venire mal di testa? Può essere, ma il fatto è chiaro, il publisher ha fatto uscire in ordine casuale i due titoli visto che comunque hanno solo il protagonista in comune ma nessuna storia da raccontare e quindi… va bene così. Le dinamiche bene o male rimangono le stesse ed è un buon passatempo che vi farà spremere le meningi e vi farà sfruttare al meglio il touch screen della console made in Kyoto.

Volare ooooh… teletrasportarsi oh oh oh oh!

In questo gioco, saremo messi al comando di un volatile, usato come postino speciale, in un mondo di chiara matrice Steampunk dove il colore predominante proprio come da titolo è il rosso.

Red Game Without a Great Name
Tutto è tinto di rosso… sarebbe contento il buon Dario Argento, profondo rosso!

Dovremo raccogliere tutte e 3 le lettere presenti in ogni stage e portarle presso la stazione di posta presente alla fine di ogni livello. Ma tutto ciò non sarà facile in quanto l’uccello non è un essere senziente e di fronte ad un’ostacolo, ci sbatterà il muso e tornerà indietro senza alcuna remore. Starà a noi e al nostro magico dito permettere al protagonista di teletrasportarsi e superare così brillantemente tutti gli ostacoli che si pareranno davanti perché se è vero che nei primi livelli tutto è facile e veloce, man mano che andremo avanti nel gioco si aggiungeranno varie trappole a metterci in difficoltà. Presse, muri di filo spinato e altri oggetti mortali messi in maniera tale per ostacolarci in qualunque modo possibile e far diventare la nostra missione il più ardua possibile.

Red Game Without a Great Name
Le provano tutte per non farci consegnare la posta!

Considerazioni finali

Il gioco segue fondamentalmente in maniera coerente l’altro da me recensito, sia nei pregi che nei difetti. Anche Red Game Without a Great Name risulta di una semplicità imbarazzante ma anche di una ottima difficoltà Infatti nel corso dei 50 stage, molte volte sarete costretti a ricominciare un livello perché non siete riusciti a raccogliere tutte le missive.

Red Game Without a Great Name
Neanche in un campo di addestramento così tanto filo spinato!

Diciamo che riesce nel suo proposito ovvero quello di farvi spremere le meningi anche se qualche livello iniziale è molto facile ma questo vi permetterà di apprendere in crescendo il gameplay di questo Red Game Without a Great Name. Fondamentalmente è un classico gioco da smartphone, un passatempo intelligente e mai banale ma al contempo ci regala una grafica molto gradevole e curata anche se gli ambienti sono un po’ ripetitivi. I comandi su touch screen sono perfetti e non è prevista la modalità docked, se ci proverete verrete avvisati che il gioco funziona solo in modalità portatile.

L’idea alla base di questo gioco è brillante e ci viene donato un nuovo puzzle game ostico il giusto e adatto a passare brevi sessioni di gioco. E’ vero anche che scorre talmente bene che in una manciata di ore finirete totalmente il gioco ed effettivamente la rigiocabilità non è delle migliori, anzi è proprio nulla.

Red Game Without a Great Name
Trappole su trappole… la difficoltà è alta!

Tutto è localizzato in italiano ma i dialoghi sono totalmente assenti così come una storia di fondo tranne un breve intro proposto all’inizio, è un gioco immediato che vi chiede solo di essere giocato. Sicuramente la mancanza di una modalità docked mi ha fatto storcere il naso perché se è vero che fondamentalmente con i comandi su joypad sarebbe stato molto sacrificato, è anche vero che permettere al giocatore di scegliere come giocare sarebbe stato ideale. Quest’esperienza costerà 2,99€ e a questo prezzo è più che buono, un costo non elevato per un puzzle game che offre comunque del buon gameplay.

Insomma se vi è piaciuto Green Game: Timeswapper questo titolo fa per voi e potrete considerarlo un buon add-on senza pretese.

https://www.youtube.com/watch?v=jRmUV75n98k

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Red Game Without a Great Name – Recensione
PRO
Ottimo puzzle game e buona idea di base
Grafica e musiche molto curate
Prezzo accessibile a tutti
CONTRO
Manca modalità docked
Era gradito qualche livello in più
Mancanza di una storia
6.5
Redattore