Solo: Islands of the Heart

Solo: Islands of the Heart – Recensione

Vi siete mai chiesti cosa sia l’amore? Vi siete mai fermati un attimo a pensare che impatto abbia sulle vostre vite, o come vi hanno cambiato le vostre relazioni?

A farvi queste e molte altre domande a tema ci pensa Team Gotham che, ad un anno dal rilascio su Steam, porta su console Solo, ribattezzato per l’occasione Islands of the Heart.

Disponibile dal 30 Luglio su PlayStation 4 , 31  Luglio su Xbox One  e dal 1 Agosto su Nintendo Switch, per 19,99 €, Solo: Islands of the Heart è un titolo particolare con cui ritagliarsi un pomeriggio di tranquillità.

Sarà riuscito Solo a colpirmi dritto al cuore?

Team Gotham ci chiede, fin dall’introduzione del gioco, di essere completamente sinceri nel dare risposta alle domande che ci verranno poste. A partire dal nostro interesse amoroso, se siamo impegnati in una storia o se usciamo da un’altra relazione. Non ci sono limiti di sesso o di razze, ognuno può plasmare Solo sulla propria esperienza. L’amore in fondo è diverso per tutti.

Ed è proprio per questo che non esisteranno scelte corrette o finali buoni e cattivi, vi sarà solamente quello più adatto a noi.

Esplorando le tre isole che compongono l’arcipelago di Solo (completabile in meno di cinque ore), dovremo attivare dei fari che daranno la propria luce ad enormi totem custodi dei nostri segreti e autori delle domande sull’amore. Se l’esperienza e le risposte varieranno da giocatore a giocatore, ciò che rimane immutato è il modo di raggiungere il Totem guardiano, risolvendo i numerosi enigmi ambientali che popolano le coste di Solo.

Solo Islands of the heart
Uno dei numerosi fari da attivare in Solo

Gli enigmi di Solo hanno per protagoniste cinque tipi diversi di scatole. Abbiamo il blocco normale, quello capace di emettere aria e darci una spinta, il blocco ventosa capace di aderire al muro , quello capace di estrarre un piccolo ponte e infine quello idraulico, necessario a spostare i getti d’acqua in determinati enigmi secondari. Per sbloccare la zolla di terra successiva, e farla emergere dall’oceano, dovremo raggiungere il totem utilizzando le scatole a nostra disposizione. Inizialmente potremo spostarle solo con la forza del nostro avatar, fino a quando non ci verrà donata una bacchetta speciale con cui spostarle magicamente anche in aria. Una volta ottenuto questo power up il gameplay di Solo inizierà a diramarsi in più soluzioni, motivando il giocatore a provare a raggiungere l’obiettivo in modi diversi.

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Una delle domande dei totem

Le isole di Solo però hanno anche dei puzzle secondari, legati agli animaletti e alle strane creature che le popolano. Se le fotografie non saranno tanto stimolanti, data la presenza limitata (solo due di questo genere), divertenti invece quelle dedicate ai due maialini che si dovranno re-incontrare (starà a noi crearvi un percorso con le casse) e all’irrigazione del terreno. Nessun enigma è troppo complicato, e le cinque ore per raggiungere la meta finale scorrono soventi. Il titolo di Team Gotham però non punta ad innovare col gameplay, ma a colpire con il messaggio.

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Gli scorci di Solo sono bellissimi nella loro semplicità

È inutile girarci attorno, ognuno di noi ha un rapporto diverso con l’amore e Team Gotham pare esserne consapevole. Prendendoci il nostro tempo per esplorare le isole, magari strimpellando la chitarra o scattando selfie con gli animali, potremo rimuginare sulla nostra vita e sulle nostre esperienze, raggiungendo poi un finale adatto al nostro percorso. In questa semplicità nel rincorrere un tema scottante come l’amore, sta la forza di Solo: Islands of the Heart.

Solo è completamente in inglese e dato il fulcro di gioco basato sulla comprensione delle domande, è consigliato principalmente ad un pubblico maturo e in grado di comprendere gli avvenimenti. Forse il prezzo con cui Solo arriva su console non è dei più vantaggiosi, specialmente per la poca rigiocabilità del titolo. Ci sono anche dei piccoli problemi tecnici dovuti ad una telecamera poco reattiva negli ambienti stretti (e quando si spostano le casse con la magia) e da un’aliasing spesso troppo esagerato.

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Uno degli enigmi ambientali dedicati ai porcellini innamorati

Fortunatamente l’aspetto artistico in cel shading riesce a regalare dei panorami soddisfacenti anche con pochi poligoni, in una cornice rilassante fatta di musiche ambientali e poco altro. A suo favore anche la possibilità di affrontare l’intera esperienza in portatile, grazie alla natura ibrida di Nintendo Switch, piattaforma per cui il titolo di Team Gotham sembra essere stato pensato dal principio.

Quindi, il biglietto del viaggio tra le isole di Solo, vale il costo a cui viene proposto?

Anche in questo caso dipende da voi, da cosa cercate e da cosa desiderate trovare. Solo non vuole stupire con gameplay innovativi e con una trama fantasiosa, non vuole lasciare un segno per i posteri ne tanto meno diventare una pietra miliare del panorama indie. Solo vuole farvi ragionare su quello che provate o avete provato, ponendovi le giuste questioni e facendovi pensare un po’ sul vostro passato, presente e futuro. Per questo motivo è consigliato specialmente a chi lo affronterà con sincerità, guardandosi dentro e aprendosi allo schermo di gioco, in un confessionale segreto che nessuno scoprirà mai.

Solo: Islands of the Heart
Solo: Islands of the Heart – Recensione
PRO
Esperienza pensata per il portatile
Espediente narrativo intrigante
Panorami piacevoli
CONTRO
Prezzo forse troppo alto
Aliasing eccessivo
Decisamente non adatto a tutti
8
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Redattore