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Syberia 1 e 2 – Recensione

I giochi d’avventura presentano una contraddizione causata dallo stesso nome usato per definirli: nonostante il termine ‘avventura’ richiami scenari particolarmente dinamici che pongono sfide cinestetiche ai giocatori, questo genere è contraddistinto da un’attenzione particolare alla storia e dalla presenza di numerosi puzzle che marcano in modo relativamente statico l’avanzamento nel gioco. I primi anni dell’industria videoludica hanno visto il sorgere di numerosi giochi d’avventura che sono rimasti nei cuori di numerosi giocatori – come non menzionare Grim Fandango della Lucas Arts, per esempio? Un’altra pietra miliare di un’epoca videludica ormai passata è Syberia, gioco d’avventura uscito dalla penna di Benoit Sokal. Già autore di graphic novel, Sokal decise di intraprendere la strada dello sviluppo di videogiochi esattamente tramite i giochi d’avventura. Questo genere è caratterizzato da particolari processi che attirano e motivano il giocatore a scoprire tutti i segreti nascosti fra le pieghe della narrativa. La divisione netta all’interno della struttura di gioco tra puzzle e momenti di storia veri e propri spinge il giocatore a sperimentare due tipi diversi di immersione, le quali sono dovute dalla doppia natura interpretativa dei giochi d’avventura. Syberia 1 e 2 sono in grado di presentare una storia interessante, avvincente e delicata – senza comunque farsi mancare qualche scivolone narrativo – accompagnandola ad una curva di difficoltà dei puzzle molto ben gestita (almeno nel primo capitolo).

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Già usciti singolarmente per Nintendo Switch, ecco che sul Nintendo eShop arriva un bundle contenente entrambi i titoli. Per quanto riguarda il bundle in sé, questo non ha aggiunte particolari, ma presenta soltanto entrambi i titoli, che potremo selezionare tramite una semplice opzione nella schermata iniziale appena si avvia l’applicazione. Andiamo quindi a vedere quali sono i risultati di questa operazione di porting e quali sono le caratteristiche uniche e inimitabili di Syberia 1 e 2.

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Come già accennato nell’introduzione, sono due i motivi principali che spingono un giocatore a progredire in un gioco d’avventura: l’interesse ludico nel trovare la soluzione dei vari puzzle, e l’interesse poetico, che si riferisce all’acquisizione e interpretazione della narrativa o di altra informazioni estetico-letterarie. È proprio qui che risiede parte della doppia natura dei giochi d’avventura, ed è esattamente l’abilità di far immergere il giocatore attraverso questa doppia modalità che rende Syberia 1 e 2 cult indiscussi tra i giochi d’avventura. Il primo Syberia uscì nel 2002 per PC, e già per l’epoca presentava una grafica che era decisamente avanzata. Utilizzando uno stratagemma simile al primo Resident Evil, gli scenari di Syberia 1 e 2 sono statici e il giocatore non può interagirci. Anche per questo motivo, gli ambienti hanno una rappresentazione grafica migliore rispetto ai vari personaggi e un livello di dettaglio maggiore. Di conseguenza, il comparto artistico è particolarmente ispirato e la sensazione e l’atmosfera che è in grado di creare si sposano alla perfezione con l’ambiente curioso e straniante nel quale ci ritroveremo.

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La storia ci mette nei panni di Kate Walker, avvocato di New York che si ritrova nella città di Valadilene per portare a termine l’acquisizione di una fabbrica presente in città. Nel momento in cui mettiamo piede in questa strana cittadina, in qualche parte sperduta delle Alpi Francesi, veniamo a sapere che l’anziana proprietaria della fabbrica è deceduta da poco. Kate è abbastanza sicura di riuscire a portare a termine l’affare comunque senza difficoltà, visto che la signora non aveva nessun discendente. Se non fosse che, dal suo testamento si viene a sapere che il fratello creduto morto da anni in realtà sia ancora vivo, ed è lui che ha ereditato la fabbrica. Comincia così il nostro viaggio alla ricerca di questo misterioso Hans Voralberg.

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Syberia 1 ha una storia che all’inizio fatica un po’ ad ingranare. Il comparto artistico riesce però a presentare una città di Valadilene la quale si sente che ‘ha qualcosa in più’, solo che non si riesce a capire cosa. Progredendo nel gioco, seguendo le tracce di questo ereditario, visiteremo altri luoghi, uno più strano dell’altro. Per avanzare nella narrazione, troviamo puzzle che seguono gli stilemi classici dei punta e clicca per questo tipo di enigmi. Ci sarà infatti richiesto di guardarci bene intorno, esaurire tutte le opzioni di dialogo e raccogliere gli oggetti quando sarà possibile, perché non si sa mai quando una soluzione o un oggetto particolare salterà fuori. La curva di difficoltà per questi puzzle è incredibilmente armoniosa: nonostante gli ormai molti anni sulle spalle, Syberia riesce ancora a dire la sua a livello di enigmi, che diventano sempre più complessi con l’andare del gioco.

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Questa doppia natura così armoniosa di Syberia 1 viene però leggermente a cozzare con minori dettagli che hanno a che fare con la narrativa. Uno fra tutti è il fatto che i personaggi non vengono propriamente sviluppati, rimanendo vagamente unilaterali per tutto il gioco. Uno fra tutti è Kate Walker, personaggio molto interessante: coraggiosa, intraprendente, ma che lo è già all’inizio di Syberia 1. Solo nel finale vero e proprio assistiamo ad una sua crescita, anche se la narrativa non riesce a fornire una motivazione chiara o convincente.

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Nonostante questi piccoli problemi, la storia di Syberia 1 è molto interessante, specialmente per tutto l’immaginario che riesce ad evocare insieme al comparto artistico. Per quanto riguarda la colonna sonora, non ci sono molte musiche presenti, e le poche che ci stanno fanno il loro lavoro senza infamia e senza lode.

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Syberia 1 ha un finale aperto ovviamente, e il bundle disponibile oggi dà la possibiltà di cominciare il secondo episodio delle avventure di Kate Walker immediatamente dopo la conclusione del primo.

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Già all’epoca i due Syberia non erano usciti con una grande distanza temporale fra di loro. Di conseguenza, dal punto di vista della struttura di gioco e tecnica non ci sono novità sostanziali. Tuttavia, ci sono delle differenze minori che, nonostante restino alquanto marginali, consentono a Syberia 2 di raccontare la sua storia nel segno della continuità con qualche cosa in più rispetto al predecessore.

Le vicende di Syberia 2 riprendono esattamente dalla fine del primo. Per evitare spoiler in questa recensione, eviterò qualche dettaglio della trama. Kate Walker si trova in viaggio verso l’isola di Syberia, fantastica terra con distese di prati blu dove i mammuth non si sono ancora estinti. Probabilmente a causa delle premesse di questo secondo episodio, la storia di Syberia 2 è decisamente più dinamica e avvincente rispetto al primo. In questo secondo capitolo ci ritroveremo a contatto con realtà chiuse, che non accettano nuovi arrivati – e alcune non accettano neanche le donne. Kate Walker dovrà quindi destreggiarsi fra numerosi pericoli che si rivelano mortali in più di una occasione.

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Oltre che un ritmo più serrato, Syberia 2 ha anche un numero maggiore di filmati, alcuni dei quali molto emozionanti da guardare, che in qualche modo riescono ad alleggerire il passaggio tra un puzzle all’altro. Sono infatti anche i puzzle un’altra delle differenze rispetto al primo capitolo: se infatti questo presentava una curva della difficoltà decisamente armoniosa, Syberia 2 sotto questo punto di vista ‘zoppica’ un po’, con puzzle che diventano decisamente frustranti e inutilmente complicati, a volte.

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Tolto questo aspetto, Syberia 2 racconta una storia più forte rispetto al primo. Una storia che, se ad un primo approccio sembra celebrare l’amicizia, in realtà cela un messaggio più profondo e sfaccettato che mette in risalto i risultati magnifici che porta un po’ di sano egoismo. Ed è proprio questa la forza principale di Kate Walker, personaggio molto carismatico che richiede più di una lettura per essere compreso a pieno.

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Le versioni Nintendo Switch di Syberia 1 e 2 non presentano novità rilevanti rispetto alle edizioni per altre piattaforme. Le caratteristiche uniche dell’ibrida Nintendo vengono usate in maniera molto superficiale: il touchscreen può essere usato solo per navigare la schermata iniziale del bundle o per gestire l’inventario nel gioco – che comunque è di dimensioni ridotte e gli oggetti che porteremo con noi saranno sempre di numero molto pochi, quindi annullando quasi del tutto l’utilità del touch screen in questa circostanza. Il lato tecnico invece è mediocre: stiamo pur sempre parlando di un gioco con almeno 16 anni sulle spalle, e dal punto di vista della resa grafica si poteva fare decisamente qualcosa in più per questi port. Diciamo che è alquanto inaccettabile avere episodi di leggero stuttering – cosa comunque riscontrata in misura molto ridotta e solo in Syberia 2.

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Per concludere, il bundle Syberia 1 e 2 per Nintendo Switch non offre niente di più se non la possibiltà di acquistare entrambi i titoli a prezzo leggermente ridotto. Nonostante i giochi sono ormai alquanto vecchi, ci sono alcune incertezze tecniche che, seppur accadono con molta poca frequenza, non sono molto accettabili oggi come oggi. Tuttavia, i giochi girano alla perfezione, e bug o difetti tecnici veramente gravi non sono stati riscontrati in fase di recensione.

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Syberia 1 e 2 sono un cult dei giochi d’avventura e chiunque si ritenga un fan del genere, deve per forza aver giocato a questi due titoli. Il bundle con tutti e due rappresenta un’occasione decisamente ghiotta per chi non ha mai vissuto le avventure di Kate Walker nelle fredde terre siberiane. Per chi invece ha già giocato questi giochi in precedenza, avendo recuperato le remastered individualmente o avendo completato la versione PC anni fa, non c’è veramente nessun motivo che li potrebbe spingere a recuperare questo bundle. Alla fine, l’unica vera novità degna di nota che l’edizione Nintendo Switch di questo pacchetto offre è la possibiltà di poter giocare in modalità portatile. Tuttavia, Syberia 1 e 2 non hanno un grande fattore rigiocabilità: la storia rimane uguale, i giocatori non possono influenzarla con le proprie scelte. Di conseguenza, è difficile pensare ad una ragione precisa per voler riaffrontare entrambi i giochi per una seconda volta – anche qualora venissero giocati in modalità portatile. In ogni caso, questo bundle capita proprio al momento giusto: pochissimo tempo dopo l’uscita di Syberia 3. Allora, tutti pronti per una bella maratona di Syberia?

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Syberia 1 e 2 – Recensione
PRO
Syberia è un cult
Comodo avere entrambi gli episodi in un unico bundle
La storia è fantastica
I puzzle sono molto ben fatti...
CONTRO
...almeno in Syberia 1
Il bundle non offre nessuna novità rilevante
L'operazione di porting è decisamente mediocre
Le caratteristiche della Switch vengono sfruttate molto superficialmente, quando il gioco ne avrebbe giovato molto in termini di giocabilità
6.9
Un bundle interessante, un po' meno i port
Redattore