Kwaidan: Azuma manor story

Kwaidan: Azuma Manor Story – Recensione

Data di uscita
20/08/2020
Versione Testata
Nintendo Switch
Sviluppatore
Gudouan
Publisher
Rainy Frog
Genere
Avventura / Picchiaduro / Azione / Arcade
Lingue
Testi: Inglese
Il nostro Punteggio
6.8
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Quando ho visto per la prima volta Kwaidan: Azuma Manor Story qualcosa ha follemente attirato la mia attenzione. Dietro a quel comparto artistico volutamente datato si celava uno stile per nulla banale e capace di riportare alla mia mente i ricordi di un tempo in cui gli horror riuscivano a coinvolgere il giocatore solamente grazie alla loro atmosfera, senza eccedere nella più moderna tecnica dei jumpscare. Inutile dirvi che il primo pensiero è corso al primo capitolo di Resident Evil, ancora ad oggi uno dei migliori esponenti del genere dei survival horror, ma anche al fin troppo bistrattato Fatal Frame (Project Zero per noi Europei) e alle sue ambientazioni Orientali e colme di cultura Nipponica. Come potevo dunque sottrarmi dal provare questo piccolo progetto indipendente portato avanti da una software house composta da una manciata di sognatori?

Dopo essere inizialmente approdato su PC nel 2019 ed aver fatto una capatina su PS4 ad inizio anno, per il titolo firmato Gudouan e pubblicato da Rainy Frog è finalmente giunto il momento di presentarsi anche all’utenza Nintendo Switch. Tenetevi forte perché nonostante le apparenze, ed un sistema di controllo non di certo accessibile a tutti, Kwaidan: Azuma Manor Story ha comunque qualcosa da regalare ai cultori del genere, i quali ne rimaranno piacevolmente soddisfatti.

Kwaidan: Azuma Manor Story
Lo stile (moderno) del gioco fa il suo lavoro, in bilico tra gusto estetico e tradizione.

La protagonista delle vicende è Haruka, che ci viene presentata durante una sessione di addestramento in compagnia del suo insegnante. A seguito dell’attacco da parte di un enorme demone dalle sembianze di un serpente con il volto umano, il mentore viene trasformato in rana e la nostra apprendista cacciatrice di Yoki dovrà avventurarsi nei pressi di un maniero appartenente alla famiglia Azuma, ora infestato da strane creature, per risolvere il mistero di questi insoliti avvenimenti.

Non appena avvieremo il gioco per la prima volta questo ci metterà di fronte ad un’importantissima decisione, che condizionerà in maniera definitiva (a patto che non decidiate di ricominciare tutto da capo) l’intera esperienza di gioco. Volete vivere un’avventura volutamente retrò, accompagnata da controlli in stile tank ed un comparto estetico pixelloso, oppure preferite dei controlli più moderni ed uno stile artistico tendente al cell shading? Nel porvi il quesito il gioco stesso ci mette in guardia della difficoltà più elevata derivante dalla prima delle due modalità, ma io aggiungerei che qualsiasi cosa scegliate di fare preparatevi, perché il sistema di controllo di Kwaidan: Azuma Manor Story è tutto fuorché user friendly.

Da bravo recensore quale sono ho ovviamente provato entrambe le configurazioni, e dopo qualche abbondante imprecazione derivante dai controlli tank vi confesso che ho felicemente resettato il mio salvataggio in favore di un’esperienza più moderna. Nonostante questo, il gioco non mi ha mai fatto sentire realmente in grado di avere l’intera situazione sotto controllo e, come vedremo tra poco parlando dei combattimenti, in numerosissime occasioni ho avuto la sensazione di perire non a causa di un mio errore ma di conseguenza ad un’azione su schermo fin troppo complessa da gestire.

Kwaidan: Azuma Manor Story
Qualsiasi decisione farete tenetevi pronti, perché ci sarà comunque da rimboccarsi le maniche!

La nostra protagonista, durante il suo viaggio per salvare la famiglia Azuma, dovrà affrontare una quantità non indifferente di demoni (gli Yoki) pronti a farla perire. Vi assicuro che ci riusciranno molto spesso, sia per il fatto che questi compaiono ad oltranza nelle diverse zone che visiteremo, sia per gli anticipati problemi legati al sistema di controllo. Le armi a nostra disposizione saranno di tre tipi (naginata, il gioiello magatama, lo specchio) e ci permetteranno di affrontare i nemici a seconda della loro posizione (corpo a corpo, a terra, in volo); solo la naginata potrà essere usata un numero illimitato di volte, per le altre due esiste un sistema di mana che può essere caricato sconfiggendo demoni o parando i loro attacchi, con uno dei meccanismi di difesa più bislacchi della storia dei videogiochi, e di conseguenza non è da escludere che vi ritroverete spesso indifesi ed impossibilitati a sopravvivere.

Non avete idea di quante volte mi sono arreso ed ho lasciato che mi uccidessero la protagonista, con la speranza che al caricamento del checkpoint più recente la sorte potesse essere più benevola nei miei confronti. C’è da dire che comunque gli enigmi ambientali risultano sempre piacevoli e mai esageratamente complessi o decontestualizzati, per cui nonostante un sistema di trial and error talvolta eccessivo non mi sono mai arreso riuscendo per lo meno a giungere ai titoli di coda, in circa 5 ore.

Kwaidan: Azuma Manor Story
Alcuni nemici possono essere sconfitti anche con armi di diverso tipo, ma che faticaccia!!!!

Sparsi lungo le diverse sezioni del mondo di gioco, piuttosto lineare nonostante a volte ci venga data una maggiore libertà di esplorazione, troveremo sia gli oggetti chiave per proseguire nell’avventura sia preziose tavolette indispensabili per salvare la partita in prossimità dei totem designati. Centellinate attentamente queste occasioni, perché ritrovarsi con un ultimo salvataggio poco recente a volte potrebbe tramutarsi in vera e propria frustrazione. Anche le erbe mediche sparse qua e la andranno utilizzate con parsimonia, visto che nemmeno salvare la partita è una di quelle azioni capaci di ripristinare la nostra salute.

Nel complesso l’avventura come tale ci ha convinto in pieno, al netto dei difetti legati al sistema di controllo. Questo porta con sé anche un’altra inspiegabile decisione, legata ad un cursore da gestire con l’analogico destro per interagire con l’ambiente circostante. Ho trovato la sua presenza decisamente inutile e di complessa gestione, sia per il fatto che su Nintendo Switch si sarebbe potuto sfruttare lo schermo capacitivo della console, sia perché in tutte le occasioni ho sempre ritenuto che sarebbe stato sufficiente ricorrere alla pressione di un tasto una volta avvicinati all’hotspot di interesse. Avrei giustificato lievemente questo aspetto se stessimo parlando di un porting di un titolo nato per esempio per 3DS, ma così non è! In tutto questo risulta fuori luogo anche il prezzo d’acquisto pari alla bellezza di €24.99, che sarebbe (forse) stato giustificato solamente di fronte ad un porting pensato espressamente per sfruttare tutte le peculiari dell’ibrida Nintendo.

Kwaidan: Azuma Manor Story
Sì, sto combattendo contro un ombrello!

Kwaidan: Azuma Manor Story è dunque nel complesso un titolo riuscito ma non fino in fondo. Saprà sicuramente intrattenere i cultori del genere dei survival horror vecchia scuola, grazie alle sue atmosfere perfettamente riprodotte e capaci di coinvolgerci in questo tradizionale racconto feudale, ma probabilmente non convincerà i giocatori alla ricerca di un’esperienza moderna ed al passo con i tempi. Questo è un vero peccato, perché il potenziale del lavoro dei ragazzi di Gudouan è palpabile durante l’intero arco dell’avventura, per questo speriamo di non essere di fronte ad un punto di arrivo ma ad una lenta partenza. Sono convinto che un nuovo episodio capace di limare i difetti riscontrati su questo sarebbe capace di soddisfare una fetta molto più ampia di pubblico.

Kwaidan: Azuma manor story
Kwaidan: Azuma Manor Story – Recensione
PRO
Interessante la meccanica delle armi
Enigmi piacevoli e mai forzati
Atmosfera ben riprodotta
CONTRO
L'utilizzo del cursore rende l'avanzamento troppo macchinoso
Componente trial and error per nulla trascurabile
Prezzo assolutamente fuori parametro
6.8
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