Neon Abyss

Neon Abyss – Recensione

È abbastanza semplice smarrire il sentiero in luoghi dei quali non si conosce ancora nulla che possa definirsi familiare. Alcuni hanno la dote dell’orientamento anche in posti mai visti, altri invece no. Sprofondare letteralmente in terre oscure, peccaminose e bizzarre non è una delle condizioni migliori per chiunque. Eppure ci sono diverse entità che si trovano costrette a muovere i propri passi in grandi dungeon sotterranei, dove la morte stessa come figura effimera ha perso da anni la cognizione del tempo e dello spazio lasciando quel “nuovo popolo distratto” in balia dell’infinito. In questi determinati ambiti, le persone hanno smarrito anche l’umiltà, la decenza e perfino il senno: tutto è scombussolato, governato solamente dalla voglia di appropriarsi del bene altrui. Nemmeno il destino osa sfidare gli Abissi, delle terre sconfinate e ricolme di entità malevoli. Bisogna stare continuamente attenti a guardarsi le spalle e difficilmente qualcuno, se non un gruppo predisposto alla causa, preferisce immolarsi per aiutare altri esseri viventi. I nuovi Dei hanno contaminato con la loro essenza cattiva il pianeta Abyss e reso ogni città un posto invivibile pieno di mostri. 

Il panorama videoludico indipendente spesso si circonda di titoli un po’ stravaganti ma decisamente interessanti, con tematiche originali e diversi stili di gioco molto coinvolgenti. Nell’ultimo periodo, come accaduto negli anni ‘90 con alcune correnti fantascientifiche, si sta tornando a parlare del genere letterario cyberpunk. Ruiner è uno dei grandi esponenti ad aver conquistato la redazione di GameScore.it e soddisfatto come twin-stick shooter perfino su console Nintendo Switch. Un titolo ottimo che nasce con il presupposto di proporre al pubblico un gioco con visuale isometrica ed una scrittura dei dialoghi brutale

Non è mai semplice raccogliere l’eredità di un genere, specialmente se quest’ultimo si riferisce ad una tipologia di videogioco molto di nicchia, ovvero il roguelike con elementi platform. Neon Abyss è l’ultimo lavoro proposto dalla compagnia inglese Team17, che di recente ha pubblicato anche Moving Out (anch’esso da noi recensito). Il gioco in questione di questa recensione è stato sviluppato da Veewo Games ed è disponibile dal 14 luglio 2020 su Nintendo Switch. Presentato durante l’evento Future Games Show e successivamente con una demo gratuita scaricabile dall’eShop, Neon Abyss è un roguelike particolarmente curioso, con un gameplay accessibile e molto simile a The Binding of Isaac, dove estrapola inoltre il concetto generale di acquisto oggetti durante le partite. Le atmosfere cyberpunk desolanti, i colori neon sgargianti e la frenesia di un gioco bidimensionale vecchio stile sono alcuni degli elementi che infarciscono un gioco alla base approfondito e ben realizzato. Andiamo dunque a scoprire insieme di cosa si tratta in questa nuova e sgargiante recensione.  

Neon Abyss
La difficoltà si divide in tre gradi, così da permettere al gioco di essere accessibile a chiunque.

Entra in Abyss e diventa un membro della “Grim Squad”

La potenza è nulla se non si conosce il controllo. Il genere cyberpunk, come già dimostrato nella recensione di Ruiner, mi affascina parecchio, soprattutto in quei titoli dove l’immaginario stilistico dei personaggi (così anche la scrittura dei dialoghi) è molto autoriale ed originale. In alcuni titoli, la trama serve principalmente come collante tra un evento di gameplay e l’altro. Eppure in Neon Abyss la storia è l’anima pulsante dell’intero processo creativo, che determina in più occasioni la possibilità di evadere da uno stile di gioco molto frenetico e veloce con diversi accorgimenti narrativi. I personaggi disponibili (in tutto saranno nove) sono ben caratterizzati ed ognuno con una particolarità che li contraddistingue. I protagonisti indiscussi del roguelike cyberpunk sono un manipolo di affiliati ad un gruppo di nome Grim Squad, capitanati da un certo Hades. L’obiettivo di questa strana associazione di guerrieri è quella di scovare e sconfiggere i “nuovi Dei” nascosti nei pressi di Abyss, una città sotterranea alquanto anarchica. Il prologo è già di per sé stuzzicante, visto che esamina leggermente quello che poi andrà ad essere approfondito nella seconda metà del gioco e soprattutto durante il grande epilogo. Il titolo è condito di tantissimi dialoghi balzani e divertenti, persino quando lo scontro con un nemico tende a diventare decisamente pericoloso. Neon Abyss non perde l’umorismo che lo caratterizza immediatamente, dimostrando al videogiocatore quanto possa essere coinvolgente una trama goliardica in un genere come il roguelike

La morte non è la fine nel gioco, infatti ad ogni conflitto andato male si ritorna nell’Abisso più potenti di prima. Questa ciclicità narrativa è un piccolo pretesto per evitare di andare a spiegare continuamente le possibili morti del personaggio, soprattutto quando la difficoltà del gioco si intensifica nei dungeon più complessi e avanzati dell’avventura. Esistono tre gradi di difficoltà ed ognuno ha una interessante caratteristica, oltre ad essere modificabile tranquillamente in ogni momento nell’hub principale attraverso un simpatico cartello al neon. La prima riguarda la modalità facile, la seconda quella intermedia e l’ultima quella infernale, estremamente difficile. All’aumentare della difficoltà, anche i nemici ed i boss aumentano in maniera esponenziale salute, danno ed armatura. Si tratta comunque di un titolo parecchio accessibile, poiché dosa perfettamente questo aspetto particolare per permettere a chiunque di entrare in confidenza con i comandi ed il mondo di gioco. Rispetto ad un Exit the Gungeon, dove non esiste un livello intermedio e le sequenze platform influiscono tantissimo sulla difficoltà del gameplay, Neon Abyss è un roguelike che riesce a farsi comprendere sin da subito, senza dover per forza morire tantissime volte per raggiungere la vittoria di un dungeon. In questo gioco non dovremo scalare un ascensore per uscire, bensì dovremo scendere il più possibile negli Abissi per sconfiggere le orde di nemici che intendono bloccare il cammino della Grim Squad. Quello che invece si rivela un punto in comune tra questo gioco ed un altro roguelike con elementi platform è la profondità e la varietà che gli oggetti sbloccabili danno al videogiocatore continuamente, specialmente a livello narrativo con descrizioni sempre interessanti e simpatiche. Inoltre è un titolo interamente localizzato in lingua italiana, con l’unica pecca dei sottotitoli con delle scritte troppo piccole da vedere in modalità docked

Neon Abyss
Gli scontri con i Boss sono davvero ottimi e sempre diversi: un plauso inoltre alla caratterizzazione dei nemici sempre fantastica.

Un dungeon in continua evoluzione 

Il gameplay di Neon Abyss è decisamente godibile, poiché presenta una profondità avvertibile nelle prime ore di gioco. Quello che rende veramente unico questo titolo è l’evoluzione dei dungeon procedurali: è possibile migliorare, anche in maniera decisiva, la struttura del gameplay durante il corso di ogni partita. Gli elementi platform sono diversi e abbastanza basilari. Ad esempio, il nostro personaggio per raggiungere una cassa nascosta sopra una piattaforma, deve prima saltare sopra un nemico e poi sparare contro l’oggetto da recuperare. Nei dungeon è possibile trovare un quantitativo di accorgimenti davvero impressionante, a partire dalla sinergia tra personaggi ed oggetti. Il gioco dimostra anche di avere una certa sensibilità per coloro che non riescono a seguire più dungeon in maniera consecutiva, proponendo una delle meccaniche di gioco forse più interessanti, ovvero la possibilità di poter svolgere dei particolari mini-giochi casuali prima di riprendere la discesa negli Abissi. All’interno di questi momenti slegati dalla trama, si possono accumulare punti per migliorare il personaggio o sbloccare qualcosa di inedito. Potremo dunque ballare a suon di musica elettronica, suonare un pianoforte gigante, sfidare alcuni compagni a gare di meditazione e tanto altro: l’obiettivo comune resta quello di non “morire”, ossia di non fermarsi tra un mini-gioco e l’altro. 

Varietà di oggetti come armi e consumabili attivi o passivi, codici “seed” di otto cifre che consentono di poter rigiocare o condividere il dungeon (con armi e nemici predefiniti), sono solamente alcuni dei tanti aspetti che impreziosiscono questo titolo e così anche buona parte del gameplay decisamente interessante. Si possono sbloccare durante le partite, come abbiamo già detto, un massimo di nove personaggi in tutto, con diverse abilità esclusive da utilizzare durante gli scontri. Nell’hub principale, roccaforte della Grim Squad,  è presente un bar con l’insegna al neon colorata di “Neon Abyss” e tramite il barista è possibile acquistare con alcuni punti speciali (ottenibili in alcuni eventi specifici o dopo aver ucciso un boss) altre aree nel dungeon o percorsi alternativi, così da rendere ogni partita sempre diversa. Proprio per questo motivo, gli sviluppatori hanno voluto incentrare il gameplay roguelike ad un sistema di progressione molto approfondito e che evolve continuamente assieme alla complessità dei livelli. Scendere negli abissi è qualcosa di estremamente divertente e vario, poiché – dettaglio da notare specialmente nelle prime ore di gioco – l’ordine delle stanze, il ritrovamento di alcuni oggetti nascosti o la presenza di un determinato boss risulta essere sempre casuale e mai identico al dungeon precedentemente affrontato. Anche grazie alla possibilità di condividere con altri giocatori il seed, come avviene comunemente in altri titoli simili, Neon Abyss dimostra immediatamente di avere un’ottima longevità ed una struttura che segue in qualunque occasione la personalizzazione fornita dal giocatore.

Durante le partite, potremo recuperare delle particolari uova colorate che al loro interno nascondono un “cucciolo” feroce. Questi animali non sono altro che i nostri fidati compagni alleati, un po’ come era possibile trovare in The Binding of Isaac, e che permettono al personaggio di migliorare sensibilmente le proprie caratteristiche o fornire dei “perks” sicuramente molto graditi. Ad esempio, alcuni esemplari possono aumentare la resistenza ai colpi, oppure altri donano qualche cuore in più. Se riusciremo a sopravvivere con il nostro famiglio, anch’esso – così come i dungeon – evolverà, consentendo un aumento considerevole del suo potere iniziale. Invece, se accumulati tutti gli aiutanti presenti nel dungeon, l’arma utilizzata in quel frangente si trasforma in un blaster micidiale molto pericoloso

Neon Abyss
L’ironia sicuramente non manca in questo gioco, che spicca sopratutto per una trama atipica e coinvolgente.

Un roguelike con elementi platform di spessore 

Ai livelli alti, Neon Abyss è tutt’altro che rassicurante: non avrete modo di scappare dai nemici, che piuttosto risultano essere ancora più cattivi e brutali di prima. Inoltre è possibile sbloccare anche nella modalità estrema dei piccoli oggetti speciali che migliorano di parecchio il comparto scenico del titolo. Graficamente è un gioco molto bello da vedere grazie alla sua pixel-art curata: i suoi migliori colpi d’occhio sono sicuramente il character design e l’utilizzo dei riflessi con le luci neon in alcune aree dei dungeon. Un titolo che comunque utilizza molto una palette cromatica stravagante, con luci sempre evidenti ed attacchi nemici difficili da non notare subito. Le animazioni sono molto convincenti, così anche l’aspetto estetico di alcuni nemici e dei boss. Anche in questo caso, il team di sviluppo è riuscito a confezionare un comparto stilistico molto suggestivo e accattivante per gli amanti del genere. Tecnicamente invece ci sono alcuni accorgimenti da tenere in considerazione: alcune texture presenti nei dungeon vengono utilizzate in troppe occasioni. Il frame-rate è fortunatamente stabile. Un gioco che esprime il suo potenziale sia in modalità portatile che davanti ad una TV. Il comparto sonoro/musicale è molto orecchiabile e con delle linee musicali parecchio potenti. Riescono facilmente a far convogliare l’attenzione del giocatore negli scontri coi Boss. Le sonorità raggiungono vette alte in quei momenti dove la trama prende una piega più interessante, proponendo svariate tracce elettroniche e dubstep

Neon Abyss
La caratterizzazione dei personaggi è pressoché buona, visto che ognuno ha una propria abilità innata da sfruttare durante l’avanzamento dei dungeon.

In conclusione, Neon Abyss è un roguelike con elementi platform ed una storia mista al genere cyberpunk davvero interessante. Un piccolo “neon” prezioso che contiene al suo interno una profondità inimmaginabile, per un quantitativo di ore altissimo e con dei dungeon in continua evoluzione. Le meccaniche basilari, che si possono riscontrare in altri titoli come il tanto citato The Binding of Isaac, sono state ampliate per rendere l’interno mondo di gioco un vero e proprio Abisso pieno di creature e boss da sconfiggere. Un titolo che comunque presenta ancora alcuni punti piuttosto grezzi, come la ripetizione di alcune texture e diversi bug minori ancora da sistemare. Il gioco è disponibile dal 14 luglio 2020 su Nintendo Switch al prezzo di 19,99 euro. Un rapporto qualità/prezzo tutto sommato ottimo, che lascia ampio margine di respiro per chi ancora non fosse pienamente convinto del titolo in questione. Un gioco che esprime tutto il suo potenziale nel gameplay dinamico, frenetico ed in continua evoluzione. Si tratta di un roguelike davvero godibile e che può facilmente soddisfare un pubblico più variegato o il fan che è alla ricerca di un gioco difficile, complesso e che non lascia margini di errore. 

Neon Abyss
Neon Abyss – Recensione
PRO
Trama davvero interessanti e con diversi risvolti simpatici;
Profondità del gameplay stuzzicante ed ottima;
Ambiente di gioco convincente;
Musiche dubstep ed elettroniche buone;
Altissima varietà di oggetti ed armi da utilizzare;
Gli scontri con i Boss non sono per nulla semplici.
CONTRO
Alcune texure si ripetono;
Tecnicamente ancora da smussare;
Con qualche bug minore da risolvere.
8.7
Abissale!
Redattore