The Almost Gone

The Almost Gone – Recensione

Anche se generalmente mi piace provare un pò di tutto quando si parla di videogiochi, raramente mi allontano dalla mia zona di confort, rappresentata dalle console Nintendo. Non so bene spiegare il motivo, visto che non mi piace nemmeno definirmi fanboy, ma ho sempre trovato uniche le esperienze offerte dalle piattaforme made in Kyoto, al punto che per esempio non riesco proprio a giocare su PC o smartphone. Come ogni regola che si rispetti esistono certamente delle eccezioni, e questo vale ovviamente (e fortunatamente) anche per il sottoscritto. Non ho mai avuto modo di parlarne in queste pagine, ma sono un grandissimo estimatore delle avventure puzzle nel senso più assoluto della loro definizione, e se queste al giorno d’oggi sono più vive che mai è molto probabilmente solo grazie alla diffusione del mercato mobile, di conseguenza in alcuni casi specifici cedo alla tentazione di scaricare qualcosa dal Play Store del mio dispositivo Android. Provate a leggere la nostra recensione di The Room e capirete cosa intendo, sono sicuro che anche molti di voi potrebbero lentamente appassionarsi a questo folto sottobosco videoludico.

Uno dei giochi che più mi hanno colpito dal piccolo schermo del mio cellulare è Tiny Room, appassionante avventura investigativa che permette al giocatore di esplorare – ruotandole a proprio piacimento – tante piccolissime schermate che hanno tutto l’aspetto di ricchissimi diorami. Il titolo del quale vi parlerò oggi si chiama The Almost Gone e basa la sua idea esattamente su questo concetto, facendolo in un modo talmente intelligente da permettergli di raggiungere non solo dispositivi che per natura si prestano a questo tipo di esperienze, ma anche il mondo console, Nintendo Switch compreso.

The Almost Gone

The Almost Gone raggiunge l’eShop grazie al publisher Playdigious, ed è il frutto del lavoro del team di sviluppo indipendente Happy Volcano, che ha voluto nascondere all’interno di una piacevolissima avventura interattiva una storia ricca di spunti di riflessione e che sicuramente saprà appassionare moltissimi giocatori. Non voglio svelarvi praticamente nulla della trama del gioco, confezionata dal pluripremiato Joost Vandecasteele, poiché ritengo che questa fa parte di uno degli aspetti della produzione che maggiormente andrebbe affrontato senza alcuna informazione preliminare. Quello che posso invece dirvi è che la narrazione viene portata avanti dall’autore in maniera pressoché perfetta, lasciando al giocatore il compito di scoprire poco per volta gli elementi necessari alla sua evoluzione. La nostra protagonista si ritroverà, esattamente come noi, spiazzata fin dal primo istante, e sarà suo compito quello di analizzare ogni centimetro cubo dell’abitazione per comprendere cosa stia realmente accadendo, partendo per un viaggio che ben presto toccherà temi molto seri ed importanti come la morte, la perdita e la salute mentale.

Non sono certo qui a mettervi di malumore, ci mancherebbe altro, ed è quindi mio compito rassicurarvi sul fatto che The Almost Gone alla fine del suo percorso è riuscito a dimostrarsi non solo un titolo fortemente narrativo (ed emotivo), ma anche un vero e proprio gioiellino che pone le sue fondamenta su un gameplay solido ed appagante. Come detto in apertura, stiamo parlando di un ottimo esponente del genere dei puzzle game interattivi, nel quale dovremo risolvere una grandissima quantità di enigmi ambientali aiutati solamente dalle nostre capacità osservative.

The Almost Gone

Pur non esistendo un vero e proprio tutorial, The Almost Gone riesce a guidarci fin dai primi istanti nella comprensione di quelle che sono le meccaniche di gioco. Superato il trauma iniziale, rappresentato dalla scoperta che la versione Nintendo Switch non supporta in alcun modo il touch screen della console, ci renderemo conto che tale mancanza non si farà mai rimpiangere nella manciata di ore che servono per portare a termine tutti i cinque capitoli che compongono l’avventura. Aiutati dalla pressione dei tasti dorsali, potremo ruotare a nostro piacimento i diorami che ritroveremo ordinatamente piazzati al centro dello schermo. Questa operazione sarà indispensabile per cambiare la prospettiva della telecamera e dunque scoprire molti elementi che altrimenti sarebbero nascosti ai nostri occhi. Ogni qualvolta un elemento dello scenario attirerà la nostra attenzione potremo cliccare su di esso, e se questo è anche solo minimamente utile alla comprensione della storia o alla risoluzione di un enigma ce lo ritroveremo proiettato su un punto designato dello schermo, fuori dal diorama che lo contiene.

Tale importante scelta di design non solo ci permetterà in qualsiasi momento di interagire al meglio con gli elementi più importanti, ma ci garantirà anche di averli sempre sotto controllo anche a seguito di ulteriori rotazioni degli scenari (una volta scoperti rimarranno sempre evidenziati). Ne consegue che l’esplorazione dei diversi capitoli, composti da moltissime schermate interconnesse, non sarà mai frutto di smarrimento o di frustrazione per il giocatore, che potrà concentrare tutte le sue energie per la risoluzione degli intelligenti puzzle ambientali. Questi si sono rivelati sempre interessanti, mai fini a sé stessi e, soprattutto, in nessuna occasione troppo complessi da essere portati a termine. Generalmente si tratta di esplorare ogni anfratto degli ambienti, alla ricerca di indizi o oggetti da riporre nel proprio inventario e da usare successivamente al momento giusto. Vi sono anche alcune combinazioni da trovare o motivi grafici da riprodurre; anche in queste occasioni gli indizi andranno cercati nel mondo di gioco, e con un pò di impegno e pazienza non sarà poi così difficile scovarli.

The Almost Gone

Vi starete chiedendo se mi è mai capitato di desiderare un sistema di aiuti mentre giocavo, visto che è completamente assente, e devo ammettere che a volte lo avrei trovato decisamente utile, ma sono contento di non aver avuto modo di arrendermi di fronte a qualche puzzle più ostico e di avercela fatta con le mie sole forze. Il bello di The Almost Gone è proprio questo: nulla è realmente fuori dalla portata del giocatore.

I capitoli non sono mai esageratamente vasti da farci perdere il senso dell’orientamento, e lo stile grafico adottato è tanto minimale quanto piacevole. Le ambientazioni cambiano frequentemente, non passeremo l’intero gioco sulla stessa area, e per questo anche se l’avventura non è poi così longeva alla fine del viaggio non proveremo alcuna sensazione di incompiutezza. Ad aiutare il coinvolgimento ci penserà anche un piacevole accompagnamento sonoro, mai invadente e che vi consigliamo di fruire attraverso un paio di buone cuffie.

Un gran peccato per la completa mancanza di una localizzazione in lingua italiana, che avrebbe reso la narrazione più fruibile a coloro che non masticano eccessivamente la lingua anglosassone, seppure l’inglese utilizzato per i diversi dialoghi non è poi di così difficile comprensione.

The Almost Gone

Tutto sommato la creatura dei ragazzi di Happy Volcano non ha molto altro di cui essere criticata, e nel complesso è un’avventura piacevole e che farà la gioia di moltissimi giocatori. Al prezzo di €14,99 passerete alcuni momenti piacevoli in compagnia di una protagonista decisamente insolita, che vi guiderà in un viaggio alla riscoperta di tematiche per nulla banali. Se siete amanti del genere, comprando The Almost Gone disseterete senza alcun dubbio la vostra sete di enigmi, riscoprendo le vostre abilità investigative e di problem solving. Un titolo che dunque consiglio caldamente, e che troverete sul Nintendo eShop a partire da domani, 25 giugno 2020.

The Almost Gone
The Almost Gone – Recensione
PRO
Una trama per nulla banale e che ci farà riflettere
Esplorazione piacevole e mai dispersiva
Ottimi puzzle ambientali, difficili al punto giusto
Stile artistico evocativo e funzionale
CONTRO
Mancanza del supporto al touch screen
Una localizzazione italiana sarebbe stata molto gradita
7.8
Mamma, papà, dove siete?
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