The Wonderful 101: Remastered

The Wonderful 101: Remastered – Recensione

The Wonderful 101 non è solamente un titolo speciale ed unico nel suo genere, nato dalla mente geniale di quel Hideki Kamiya che spesso ci strappa una risata grazie al suo modo eclettico di gestire il rapporto diretto con i fan (per esempio bloccandoli brutalmente dal suo account Twitter). Questo particolare titolo action è anche un tassello molto importante della visione più ampia del famoso director nipponico, rappresentata da una vera e propria trilogia iniziata con il legendario Viewtiful Joe ed in fase di chiusura con l’emblematico Project GG. Quello che accomuna le tre opere non è solamente lo stile di gioco o il genere di appartenenza, ma bensì l’universo narrativo dal quale prendono vita le vicende, ispirate al sottogenere dei Super Sentai, squadre di supereroi multicolori che lottano strenuamente per garantire la pace della Terra contro invasioni di entità extraterresti o demoniache. Sì, esatto, i Power Rangers per esempio!

Fino a qualche giorno fa The Wonderful 101 era un titolo destinato a pochi fortunati, visto che le sue origini lo vedono nascere come una delle più importanti esclusive dell’offerta ludica di WiiU. La sfortunata console Nintendo aveva il pregio di valorizzare notevolmente quei titoli che ne sfruttavano le particolarità hardware, sostanzialmente rappresentate dalla possibilità di utilizzare contemporaneamente due schermi separati, e in questo l’opera firmata Platinum Games non fece eccezione. Il team di sviluppo, particolarmente ferrato nel genere action, seppe confezionare un’avventura ricca di divertimento e con un gameplay assolutamente geniale e vario, capace di rendere giustizia ad una macchina mai troppo elogiata. A distanza di sette anni il team di Kamiya ha deciso di rendere giustizia alla loro creatura realizzando un’edizione Remastered pensata per tutte le piattaforme di gioco di questa generazione e, spogliandosi di un publisher ed affidandosi ad una (fin troppo) furba campagna Kickstarter, sono riusciti a realizzare la loro trasformazione in studio di sviluppo “autosufficiente”.

The Wonderful 101: Remastered
La diplomazia in The Wonderful 101 non sarà MAI un’opzione!

Le vicende di The Wonderful 101 ci vedono vestire i panni di una squadra di agenti del gruppo Centinels, un’organizzazione planetaria super segreta che veglia sulla Terra e la difende da qualsiasi minaccia aliena. Come da tradizione il gioco parte con il turbo fin dai primi istanti, senza troppe introduzioni sui backlog narrativi di ciascun agente che poco per volta si unirà al ricco team, dopotutto l’arrivo improvviso dei Geathjerk non lascia molto tempo a presentazioni o convenevoli. Si parte dunque con Wonder Red, l’eroe proveniente da Blossom City capace di farsi strada a suon di pugni, seguito da Wonder Blue e la sua fidata spada Valiantium, dal fracensissimo pistolero sovrappeso Wonder Green, e molti altri dotati di frusta, artigli e ulteriori gingilli capaci di offrire numerosissimi spunti sia nei combattimenti che nel level design. Quello che stupisce di tutta la narrazione è che non solo questa non appare mai scontata o banale, ma riesce anche a regalare un gran numero di sorrisi grazie alla leggerezza con la quale certe situazioni vengono raccontate. Non è mai scontato pensare che un team di supereroi possa essere davvero affiatato ed in questo i Wonder 100 (il 101esimo è rappresentato dal giocatore, gran tocco di classe non trovate?) non fanno eccezione, visto che spesso li vedremo bisticciare tra loro a causa di incomprensioni magari dovute alla diversa provenienza geografica di ciascuno di loro.

Fatta questa premessa ci si butterà ben presto nella spettacolarità dell’azione, golosamente di origine nipponica, fatta di combattimenti talvolta sfiancanti e che richiederanno una gran quantità di impegno da parte del giocatore. Non escludete un’impressionante quantità di trial and error per poter comprendere alcune delle meccaniche base del gioco, visto che questo ci darà informazioni quasi con il contagocce lasciandoci soli ed indifesi in balia delle minacce che affronteremo. Sottolineato questo aspetto, sappiate che il gameplay di The Wonderful 101 è quanto di più assurdo possa mai capitarvi tra le mani. I membri delle Centinels sono infatti in grado di indossare le loro Wonder-tute in soli 3 millesimi di secondo, e potranno contare sulla Morfounione, un’arma segreta in grado di ricreare oggetti comuni riordinando le particelle subatomiche pseudodigitali secondo cartucce di memoria. Ok, so che sembra una supercazzola (e dopotutto forse lo è) ma il concetto finale è che in qualsiasi momento, previa la disponibilità di una certa quantità di energia e di alleati, è possibile ricreare dal nulla oggetti ed armi fondamentali per sconfiggere i nemici che saremo richiamati a sconfiggere, vi assicuro che ben presto dovrete imparare a padroneggiare nel migliore dei modi possibili questo enorme potere.

The Wonderful 101: Remastered
52 kg di supposta, direttamente dagli USA!

Le morfounioni rappresentano l’anima della festa, ed il giocatore potrà ricostruirle in qualsiasi momento disegnando a schermo il simbolo corrispondente. Si parte da quelle che rappresentano le armi di ogni Wonder One, necessarie per combattere e per risolvere alcuni enigmi ambientali, finendo con molte tecniche acquistabili (o meno) e che ci garantiranno una certa flessibilità per personalizzare il proprio stile di attacco e di difesa. Quello che stupisce in tutto l’arco delle circa 20 ore necessarie a giungere al folle finale è che non esistono momenti ripetitivi e che soprattutto il level design riesce sempre ad offrire spunti originali per  far sfruttare al giocatore tutte le potenzialità offerta dal sublime combat system del titolo, che fa della collaborazione di squadra il suo cavallo di battaglia. Anche se Wonder Blue potrebbe non essere d’accordo con questa mia affermazione, niente può essere risolto da soli, e solo collaborando riusciremo a salvare il nostro pianeta.

Nonostante la sua enorme ed indiscussa validità, The Wonderful 101 è sempre rimasto un progetto di nicchia non particolarmente adatto a tutti i giocatori. Questo a causa ad alcuni limiti legati per esempio all’enorme livello di difficoltà che non perdona il giocatore interessato ad un’esperienza più rilassata ed alcune problematiche nella gestione della telecamera che tende a rendere tutto più confusionario del dovuto, soprattutto in alcuni dei momenti in cui la squadra dovrà muoversi all’interno di spazi chiuso piuttosto ristretti.

The Wonderful 101: Remastered
La spettacolarità dell’azione raggiunge picchi esplosivi in occasione delle numerosissime boss fight!

Approcciandomi alla recensione di The Wonderful 101: Remastered ho cercato di focalizzare la mia attenzione su alcuni aspetti peculiari del gioco. Avendo ampiamente divorato all’epoca il titolo su WiiU, più di una volta aggiungerei, la mia analisi della sua riedizione si è focalizzata fin dal principio nella ricerca di tutti quei piccoli dettagli che sull’ex ammiraglia Nintendo elevarono l’opera da fantastico action a vero e proprio capolavoro del suo genere. Ricordo ancora il feeling che ebbi nei confronti di certe sezioni di gioco molto ispirate, e che offrivano veri e propri enigmi ambientali che il giocatore doveva scoprire monitorando continuamente entrambi gli schermi della propria console. Ero molto curioso di arrivare, per esempio, in un punto specifico della Prima Operazione nel quale la nostra squadra per procedere deve ricorrere al Wonder Pugno per impostare una combinazione mediante un meccanismo posizionato all’interno di un capannone, osservando l’azione dallo schermo principale, mentre nel gamepad era ben visibile il codice di accesso sul tetto della struttura stessa. Di questi momenti ce ne sono altri, in un numero non eccessivo ma sufficiente da mantenere sempre vivo il divertimento del giocatore, ed è proprio in questi che il gioco dava il meglio di sé.

Per tramutare questo approccio unico devo ammettere che Platinum Games non ha potuto fare molto, e pensandoci non ci sono molte alternative che possano essere adottate senza soluzione di continuità, ed infatti l’importante feature del doppio schermo è stata risolta nel più semplice dei modi: posizionando in sovraimpressione quello secondario. L’implementazione del sistema è stata realizzata con cognizione di causa, lasciando al giocatore sia la possibilità di far comparire o scomparire all’occorrenza lo schermo di supporto sia definendone la dimensione, la posizione, ed il valore di trasparenza. Il risultato è che in questo modo il gioco originale può essere trasportato in qualsiasi dispositivo senza alcuna necessità di ritoccarne il gameplay, rendendolo di fatto fruibile ovunque. In questo, però, ho constatato un effetto collaterale, rappresentato dal fatto che nei momenti in cui l’utilizzo del secondo schermo è fondamentale per proseguire questo compare in automatico a schermo. Una soluzione sicuramente necessaria per non introdurre frustrazione inutile nel giocatore, già alle prese con un gameplay tanto innovativo quanto complesso da padroneggiare (non a caso non è da considerarsi adatto a tutti), ma che di fatto abbatte completamente il piacere della scoperta visto che così a mio modesto parere le soluzioni finiscono per cadere come per magia sotto il naso del giocatore.

The Wonderful 101: Remastered
Come potete vedere, per risolvere questo enigma è obbligatorio osservare attentamente entrambi gli schermi. Su WiiU queste fasi erano decisamente più emozionanti.

Un altro aspetto degno di nota di questa edizione Remastered di The Wonderful 101 è il modo in cui le morfounioni vengono gestite dal giocatore, feature comunque prevista anche sul titolo originale ma che ora acquista molto più valore. Su WiiU era infatti possibile ricorrere alla creazione di queste gigantesche armi frutto dell’agglomeramento degli eroi coinvolti semplicemente disegnandole sul gamepad o, alternativamente, utilizzando l’analogico destro. Su Nintendo Switch il sistema non fa alcuna eccezione, a patto che si giochi in modalità handled, ed in qualsiasi momento potrete trasformare i vostri disegni in morfounioni adottando lo stile che trovate per voi più pratico. Per ovvie ragioni in modalità docked dovrete ricorrere necessariamente ai controlli tradizionali, che in ogni caso personalmente mi sono sempre sembrati la soluzione più pratica ed immediata (anche su WiiU). Non è invece stato fatto alcuno sforzo aggiuntivo per migliorare il riconoscimento degli input forniti, e dunque nelle fasi di gioco più avanzate nelle quali il numero di morfounioni realizzabili aumenta sensibilmente, con conseguente somiglianza di alcune come ad esempio la frusta e gli artigli, capiterà in più di un’occasione di dover tentare più di una volta la loro realizzazione. Fortunatamente in questi momenti il tempo attorno a noi rallenterà, dandoci modo di non cadere vittima degli attacchi nemici a causa di un errore di riconoscimento.

Dal punto di vista puramente tecnico, invece, non c’è molto da criticare in The Wonderful 101: Remastered. Secondo l’analisi di Digital Foundry la risoluzione originale, che puntava ai 720p nativi, rimane tale durante l’utilizzo in modalità portatile mentre scala ai 1080p durante le sessioni in docked. Il frame rate invece, targhetizzato sui 60FPS, non si mantiene poi così granitico (vi sono dei cali nelle cutscene che talvolta raggiungono anche i 30FPS) ma risulta generalmente sufficiente ad offrire un’esperienza action piacevole e per nulla arrancante. Il feeling generale è comunque lo stesso identico della versione WiiU, che vi assicuro era già ottimo, pertanto più che di edizione rimasterizzata per quanto mi riguarda si potrebbe semplicemente parlare di un porting senza infamia e senza lode.

Di fatto, tra i ritocchi al codice originale abbiamo notato solo alcune modifiche al sistema di accesso alle abilità di squadra, alcune delle quali sono più facili da ottenere grazie ad un prezzo più accessibile, mentre ci si sarebbe potuti spingere ulteriormente nel bilanciamento della difficoltà che appare ancora punitiva anche a livello base. Avremmo certamente apprezzato che gli sviluppatori avessero per esempio dedicato anche parte del loro lavoro al miglioramento della telecamera, che come detto in precedenza non da il meglio di sé negli spazi angusti che i nostri eroi saranno richiamati a visitare. Nozione d’onore invece ai tempi di caricamento, talmente veloci che durante gli intermezzi diventa praticamente superflua la possibilità di testare il sistema di combo che è solita offrire Platinum Games.

The Wonderful 101: Remastered
Alla ricerca del Capitano Olimar!

Tralasciando alcuni dei limiti intrinseci del progetto, come la gestione della telecamera altalenante ed un livello di difficoltà particolarmente tirato verso l’alto, The Wonderful 101 è stato un progetto assolutamente valido e degno di essere ricordato come uno dei punti più ispirati della carriera di Platinum Games, ed in questo l’edizione Remastered non è certo da meno. Nonostante i miglioramenti non siano così significativi da elevare il progetto originale, il fatto di poterlo fruire in tutte le piattaforme da gioco dell’attuale generazione è un valore aggiunto per nulla irrilevante (anche se da buon Nintendaro un pò me ne dispiaccio). Ma allo stato attuale nulla è ancora concluso, visto che nel corso dell’anno dovrebbe essere reso disponibile un DLC completamente inedito denominato Luka’s Second Mission, un capitolo prequel in 2D che pone i riflettori sulle vicende di Luka, un alunno di Wonder Red che già ebbe un ruolo di rilievo nella storia principale. A noi dunque non resta che attendere il completamento di questo lunghissimo viaggio, nella speranza di potervi parlare finalmente della vera versione definitiva di The Wonderful 101.

Ultimo aggiornamento: 2020-09-02 at 09:20

The Wonderful 101: Remastered
The Wonderful 101: Remastered – Recensione
PRO
Puro stile nipponico
Trama per nulla banale e ricca di momenti epici
Gameplay action unico ed originale
Buona longevità e rigiocabilità
Colonna sonora sublime
Una riedizione solida e piena di contenuti
CONTRO
Alcuni problemi con la telecamera nei luoghi chiusi
Si sente la mancanza del doppio schermo separato
Nelle fasi avanzate realizzare le morfounioni con l'analogico può risultare poco immediato
Un gioco che va compreso e che non è adatto a tutti
8.3
La diplomazia non è un'opzione
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