Alien: Isolation

Alien: Isolation – Recensione

Quando ho scoperto che Alien: Isolation sarebbe presto arrivato su Nintendo Switch devo ammettere che sono riuscito a malapena a trattenere l’emozione. Se ci pensate attentamente questa mia reazione può sembrare decisamente insolita ed esagerata, visto che stiamo pur sempre parlando di un progetto risalente al lontano (tecnologicamente parlando) 2014. E invece no, cari amici di GameScore, il mio cuore da Nintendaro non può che essere contento di trovare conforto dopo che la casa di Sonic decise di ignorare l’immortale WiiU e lasciare la sua utenza priva di uno dei survival horror (genere per il quale ho da sempre un debole) più riusciti di sempre.

I motivi per i quali ritengo Alien: Isolation perfetto per Nintendo Switch sono molteplici, e dunque vi assicuro che chiunque non abbia avuto già il piacere di giocare all’opera firmata Creative Assembly e SEGA non troverà in questa opera di conversione un puro fine economico, ma un lavoro di tutto rispetto fatto con amore e dedizione e capace di trasportare l’essenza e le atmosfere dell’avventura anche in una console così contenuta come l’ibrida di Kyoto. Dietro questo porting si cela il nome di una software house della quale abbiamo recentemente potuto elogiarne le abilità in occasione della recensione di GRID Autosport, sto parlando dei ragazzi di Feral Interactive, ed è per questo che avviando Alien: Isolation le mie aspettative erano proiettate verso l’alto. Scopriamo assieme se il risultato finale è stato in grado di permettermi di fare pace con il “torto WiiU” subito cinque anni fa.

Alien: Isolation
Incoraggiante….

Pensando alla saga firmata Ridley Scott è impossibile non immaginarsi un setting horror futuristico nel quale calare il giocatore, al quale viene affidato il compito di sopravvivere da queste terribili creature extraterrestri che non lasciano alcun margine di errore. Un’ambientazione spaziale fatta di desolazione e tanta tensione, spazi angusti nei quali cercare di nascondersi dai numerosi pericoli destinati a farci fare un sano balzo dalla poltrona, ed ovviamente un pò di sano splatter che non guasta mai. Di videogiochi ispirati ad Alien ne abbiamo visti davvero tanti, ma nessuno si è avvicinato all’essenza originaria delle pellicole cinematografiche come questo Alien: Isolation. Il motivo è molto semplice: invece che metterci nei panni di un militante dotato di un vasto armamentario con il quale affrontare gli xenomorfi a suon di pallottole volanti, questo survival horror ci permette di imbracciare qualche arma al solo scopo di farci sentire più sicuri. Il protagonista dei nostri pensieri qui diventa lo stesso “Alieno”, non a caso durante l’avventura avremo a che fare sempre con la stessa terribile creatura, che ci braccherà costantemente dedicandoci momenti al cardiopalma intervallati ad alcune sezioni esplorative molto interessanti.

La protagonista delle vicende è invece Amanda Ripley, figlia di Ellen Ripley, una donna fragile nel fisico ma ricca di ingegno che si ritrova a bordo della grandissima nave spaziale Sevastopol per indagare sulla scomparsa della madre. Inutile dirvi che chi ha visto i film della saga si troverà maggiormente a proprio agio man mano che la narrazione avanzerà, ricca di colpi di scena e momenti davvero memorabili, ma il lavoro svolto dagli sceneggiatori permetterà anche a coloro che sono a digiuno di apprezzare ogni singolo momento del gioco.

Alien: Isolation
Devo proprio entrare? No perché sto così bene qua fuori!

Al netto degli avvenimenti specifici, durante la lunga avventura di Alien: Isolation – la cui durata si assesta tranquillamente attorno alle 20 ore di giocato – ci ritroveremo ad alternare momenti di puro stealth ad altri più movimentati o votati alla risoluzione di semplicissimi minigiochi o enigmi ambientali. Uno degli aspetti più interessanti di questo horror in prima persona è la componente di crafting, mai esagerata ma indispensabile per permettere al giocatore di fabbricare tutta una serie di gingilli utili a sopravvivere a questo ambiente così ostile, a patto di averne trovato precedentemente i relativi progetti. Quello che potrebbe sembrare un aspetto accessorio del gameplay diventerà presto uno dei pretesti migliori per stimolare l’esplorazione e prendere confidenza con ciascun anfratto della Sevastopol; se in un determinato momento un nascondiglio vi sembrerà fuori luogo sappiate che non è detto che successivamente non potrà diventare la vostra unica possibilità di salvezza.

Come accennato in precedenza potremo fare affidamento anche su un revolver, un piede di porco e persino un lanciafiamme, ma il loro utilizzo come sistema di attacco sarà poco efficace per gran parte delle volte che ci ritroveremo faccia a faccia con il nostro predatore. Tra queste il piede di porco si è rivelato lo strumento più versatile, in quanto grazie al suo utilizzo sarà possibile anche farsi strada rimuovendo le diverse barricate posizionate qua e la.

Alien: Isolation
Avere in mano un revolver non ci farà necessariamente sentire al sicuro da qualsiasi situazione!

Controller alla mano, Alien: Isolation si è dimostrato un progetto completo e curato in ogni aspetto, un vero e proprio tripla A degno di rimanere impresso nel cuore dei videogiocatori che amano il genere dei survival horror. Questo grazie anche ad una dettagliata mappa sempre accessibile (purtroppo manca la minimappa) ed una grandissima serie di accorgimenti grazie ai quali rendere l’avanzamento quanto più pratico possibile, potendo fare affidamento su un utile rilevatore di movimento, una sorta di radar con il quale identificare la posizione dei nemici circostanti, e sul vasto sistema di domotica installato sulla Sevastopol.

L’unico neo riscontrato è forse una componente trial & error a volte troppo sfiancante (indipendentemente dalla difficoltà impostata dal giocatore) e da una intelligenza artificiale dei nemici a volte poco convincente. A fare da eccezione a questa mia ultima affermazione è proprio l’Alien, che reagisce in maniera sorprendentemente intelligente ai nostri movimenti e ci metterà costantemente nella condizione di non sentirci mai realmente al sicuro.

Alien: Isolation
Durante la recensione spesso ho fatto riferimento ad altri nemici oltre allo xenomorfo. Ecco, questi robot proprietari della Seegson non saranno sempre gentili con noi!

Se nelle versioni originali le atmosfere tipiche della serie Alien erano state riprodotte alla perfezione, anche la conversione dedicata alla piccola Nintendo Switch riesce a difendersi in maniera pressoché perfetta. Al netto di qualche minima perdita di frame durante le sessioni giocate in modalità docked, il titolo curato dai ragazzi di Feral Interactive riesce a mantenere la risoluzione massima concessa dalle due configurazioni della console ed un frame rate prossimo ai 30 FPS di riferimento sia in la modalità portatile che in quella docked.

Anche il colpo d’occhio viene mantenuto inalterato rispetto a quanto visto sulle console della scorsa generazione, e nonostante non avessi avuto il piacere di giocare ad Alien: Isolation nella sua incarnazione originale dai diversi video presenti in rete posso sicuramente affermare che siamo di fronte ad una versione che non ha nulla da invidiare a quelle riproposte su PS4 e Xbox One (stando a Digital Foundry potrebbe essere tranquillamente considerata superiore a quella PS4). Qui infatti, oltre al frame rate che risente meno delle situazioni più concitate, l’immagine sembra essere generalmente più pulita e con un effetto aliasing per nulla evidente.

La natura “datata” della produzione ha permesso di far risaltare molto meno quelli che sono gli inevitabili compromessi che hanno dovuto fare gli sviluppatori (tra i più evidenti quelli legati all’ambient occlusion e alla qualità delle ombre) per offrire un’esperienza priva di sbavature, e vi assicuriamo che giocare in modalità portatile in un angolo buio della vostra casa dotati di un buon paio di cuffie è un’esperienza che difficilmente riuscirete a dimenticare. Non a caso la componente sonora del gioco riveste quasi un ruolo centrale in quella che è l’intenzione di tendere i vostri nervi in ogni singolo istante della partita; ogni minimo rumore si diffonde velocemente lungo i metallici corridoi della Sevastopol, permettendovi allo stesso tempo di captare l’arrivo dei nemici e di esporvi ai loro attacchi letali. Chiude il cerchio un eccezionale lavoro di doppiaggio in italiano, che purtroppo a volte non viene supportato dal labiale dei personaggi, con il risultato che le varie espressioni facciali non sono sempre sufficientemente convincenti.

Alien: Isolation
Il lavoro fatto sull’illuminazione e sulla pulizia generale dell’immagine è davvero fantastico.

Su Nintendo Switch possiamo anche vantare della presenza del supporto all’HD rumbe offerto dai JoyCon e dal Pro Controller, così come della possibilità di sfruttare i sensori di movimento per prendere la mira durante l’utilizzo delle armi e di alcune apparecchiature specifiche. Chiudono il cerchio i due DLC “Equipaggio sacrificabile” e “Unica superstite”, con i quali completare il pacchetto assieme alla modalità sopravvivenza.

Alla luce di tutto questo mi viene davvero difficile non consigliare l’acquisto di Alien: Isolation a tutti coloro che non hanno ancora avuto la fortuna di giocare ad uno dei videogiochi che meglio incarna l’essenza della leggendaria saga cinematografica ideata da Ridley Scott, complice anche un prezzo assolutamente onesto di €34,99. Se vi piacciono i survival horror troverete in questo gioco un prodotto completo ed in grado di intrattenervi per un gran numero di ore, senza veri momenti di stallo se non quelli legati alle citate sezioni trial and error. Personalmente credo che questa mia lunga attesa sia stata pienamente ricompensata con quella che ritengo essere l’Edizione Definitiva di un titolo che sicuramente continuerà essere preso come punto di riferimento per le produzioni future. Chissà che questa rispolverata al brand non ci regali presto un nuovo capitolo valido almeno tanto questo splendido Alien: Isolation.

Alien: Isolation
Alien: Isolation – Recensione
PRO
Ottima conversione che non scende troppo a compromessi
Una versione comprendente sia i DLC che nuove feature esclusive
L'inteligenza artificiale dell'Alieno è gestita ottimamente...
CONTRO
Alcune sezioni trial & error spezzano il ritmo
Espressioni facciali non sempre convincenti
... un po' meno quella dei nemici umani e robotici
8.8
Alieno, non ti temo!
Amministratore, Caporedattore, PR, Webmaster