Etherborn

Etherborn – Recensione

Etherborn è un gioco speciale, basta veramente poco per rendersene conto. Non appena prenderete il controllo dello strano protagonista, un essere umano che ha tutta l’aria di non aver ancora completato il proprio processo di creazione, sarà praticamente impossibile non farsi catturare dalla bellezza che si nasconde dietro il sopraffino lavoro svolto dallo studio di sviluppo indipendente Altered Matter. Etherborn è infatti un progetto carico di idee che nel suo piccolo è riuscito a dare vita ad un’avventura sicuramente degna di attenzione, soprattutto da parte degli amanti dei puzzle game basati sulla gravità. Non a caso, la stessa FoxNext Games (divisione di 20th Century Fox) è intervenuta attivamente promuovendo una campagna di crowdfunding avviata su FIG grazie alla quale il piccolo team è riuscito a racimolare la cifra necessaria a rendere il loro sogno realtà.

Disponibile su PC e console a partire da oggi, noi di GameScore abbiamo potuto provare in anteprima la versione Nintendo Switch del gioco, e puntuali come un orologio svizzero siamo qui per parlarvene in questa nostra recensione.

Etherborn
Eccolo/a qua, il/la nostro/a protagonista. Non vi ricorda il modellino che si poteva costruire collezionando tutti i fascicoli della rivista “Esplorando il corpo umano”?

Nonostante la narrazione non sia assolutamente una priorità per Etherborn, poiché il focus principale è sicuramente rappresentato dal suo level design studiato in ogni minimo particolare, il titolo cerca fin dal primo istante di farci entrare in sintonia con il suo protagonista. Accompagnati da una piacevole voce narrante, verremo guidati attraverso un breve tutorial necessario a comprendere le poche nozioni di gameplay fondamentali per risolvere i vari puzzle che presto incontreremo.

L’obiettivo di questa prima porzione di gioco è quello di farci metabolizzare il più presto possibile il particolare motore di gioco, che basa l’esplorazione sull’utilizzo sapiente delle variazioni gravitazionali alle quali è possibile andare incontro sfruttando una serie di piattaforme specifiche, delle quali ciascuno stage è disseminato. E’ bene prestare molta attenzione agli spunti offerti in questo frangente, poiché una volta raggiunto l’Albero Infinito (l’hub di gioco) verremo abbandonati a noi stessi.

Quella strana voce narrante – in ogni caso – non ci lascerà mai, bensì diventerà l’obiettivo da raggiungere per cercare di dare un senso alla nostra stessa esistenza. La presenza di una storia all’interno di quello che di fatto è un puzzle game è stata sicuramente apprezzata dal sottoscritto, ed è uno degli elementi capaci di dare un senso al bizzarro character design, ma ritengo che per comprenderla al meglio sia indispensabile affrontare l’avventura almeno un paio di volte; operazione che, come vedremo molto presto, è in ogni caso fortemente consigliata a chi vuole realmente sfruttare il gioco in ogni suo contenuto.

Etherborn
L’Albero Infinito rappresenta (anche) l’hub di gioco. E’ da qui infatti che è possibile accedere ai quattro stage del gioco.

Nel mondo di Etherborn le leggi della fisica non seguono le convenzioni, e con la giusta intuizione sarà dunque possibile riuscire a calpestare qualsiasi superficie che va a costituire gli stage di gioco, ciascuno dei quali a conti fatti è un vero e proprio diorama esplorabile. E’ davvero difficile spiegare a parole il forte contrasto tra le sensazioni di libertà e limitazione che si prova giocando, poiché è vero che si può potenzialmente camminare ovunque ma per farlo bisogna ingegnarsi e pianificare ogni spostamento del nostro avatar, ed è proprio questa contrapposizione costante uno dei motivi per ci si riesce ad affezionare facilmente a Etherborn.

Per superare ognuno dei quattro stage presenti nel gioco, ciascuno con una difficoltà che cresce sempre più rapidamente, sarà sufficiente raggiungerne il punto d’uscita, operazione che come ormai avrete capito è più facile a dirsi che farsi. Durante il percorso saremo richiamati ad attivare meccanismi attraverso alcune celle di energia disseminate nei punti più disparati, cercando di non cadere fuori dallo stage soccombendo alle leggi gravitazionali da noi stessi manipolate. I primi ambienti che attraverseremo saranno sufficientemente limitati e dunque non sarà difficile perdersi al loro interno, ma ben presto i livelli si faranno più ampi ed il percorso da seguire potrebbe non risultare più così scontato come lo era inizialmente. Questo è forse uno degli aspetti che rende più complesso il gioco, ma permette anche di apprezzare davvero molto il lavoro svolto in fase di creazione dei livelli, che risultano essere un concentrato purissimo di level design dove nulla è lasciato al caso.

Etherborn
Tanti globi da raccogliere significa rimboccarsi le maniche e spremere per bene le nostre meningi!

Etherborn non è un gioco che si risolve per tentativi, ma richiede al giocatore di ponderare attentamente ogni sua mossa, pena una morte prematura del protagonista. Fallire fortunatamente non è comunque una grossa punizione, dato che il protagonista potrà ripartire per un numero infinito di volte dal checkpoint più vicino.

Il livello di sfida è tendente vero l’alto, ma nonostante questo con un pò di pazienza è possibile terminare il gioco in un tempo che può variare tra le 2 e le 3 ore. Longevità che non è certo delle migliori e che poteva essere migliorata introducendo un semplice sistema di collezionabili, attraverso il quale sono convinto si sarebbero potute apprezzare maggiormente tutte le possibilità offerte dal level design. Poco male, comunque, poiché una volta terminata la prima run sarete invitati a prendere parte al new game plus, che prende gli stage già affrontati e sposta i vari globi di energia in posizioni decisamente più complesse da raggiungere. Questa scelta, con mia enorme soddisfazione, non risulta essere una forzatura od un mero tentativo di “allungare il brodo” ma riesce a cambiare le carte in tavola in un modo interessante e che i giocatori più navigati sicuramente apprezzeranno.

Etherborn
Alcune sezioni sono estremamente evocative, un plauso sia al level design sia all’ottima regia.

La bellezza di Etherborn non risiede solamente nel suo level design al limite della perfezione, ma anche in un comparto artistico di notevole fattura. A livello estetico siamo di fronte ad un titolo in grafica poligonale dotato di pochissime texture, ma che è comunque in grado di offrire enorme varietà negli ambienti e nelle varie situazioni che vengono riprodotte. Muovendoci attraverso gli stage è possibile anche imbattersi in piacevoli costruzioni che rendono il tutto più vivo e credibile, stimolando il giocatore nell’esplorazione. Peccato che la stessa cura non sia stata riposta anche nei fondali, che invece risultano monocromatici e poco funzionali all’esperienza sensoriale imbastita da Altered Matter. Per quanto riguarda la versione Nintendo Switch, segnalo un effetto sfocatura forse troppo elevato, che in alcune sezioni di gioco tende ad enfatizzare la presenza di un leggerissimo aliasing. Nulla di allarmante, il gioco rimane una gioia per gli occhi, però personalmente preferisco una grafica più pulita e che non debba ricorrere a questi stratagemmi per focalizzare l’attenzione del giocatore su punti specifici della mappa.

Per quanto riguarda il sonoro, invece, il livello qualitativo è su livelli piuttosto elevati. Verremo infatti accompagnati da tracce audio ottimamente diversificate tra loro e capaci di coinvolgere il giocatore, trascinandolo in questo fantastico viaggio sulla riscoperta di sé stessi. E’ naturale, dunque, che vi consiglio di giocare a Etherborn utilizzando un paio di cuffie; in questo modo vi farete trascinare facilmente dall’avventura.

Etherborn
Il livello di sfocatura presente in alcune sezioni è forse uno degli elementi più critici del gioco. Ma fortunatamente non compromette l’esperienza di gioco.

Etherborn è disponibile sugli store digitali di tutte le console e PC al prezzo base di €16,99. Sono convinto che molti di voi troveranno la cifra richiesta leggermente sopra la soglia, e posso essere d’accordo con voi, ma vi garantisco che il lavoro certosino svolto per rendere l’avventura unica e speciale è apprezzabile in ogni singolo secondo che passerete al suo interno. Se siete amanti dei puzzle game dovreste tenere assolutamente sott’occhio l’opera di Altered Matter, poiché sono convinto che questa vi saprà dare tantissime soddisfazioni. L’unica fetta di pubblico alla quale potrei sconsigliarne l’acquisto è rappresentata da coloro che non amano spremersi le meningi per comprendere una lunga serie di enigmi basati sulla gravità.

Etherborn
Etherborn – Recensione
MODUS OPERANDI: Ho giocato a Etherborn su Nintendo Switch grazie ad un codice gentilmente offerto dal publisher. Durante le mie sessioni di gioco ho potuto apprezzare il titolo firmato Altered Matter sia in modalità docked che portatile, concludendo l'avventura principale in circa due ore. Ho sviscerato anche tutto il new game plus, apprezzando ancor più l'ottimo level design del gioco.
PRO
CONTRO
8.5
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