Effie

Effie – Recensione

Che belli gli anni novanta!

Era un tripudio di Platform, c’erano solo giochi belli e non bisognava litigare con gli altri sui social per dar voce e peso alle nostre opinioni. O forse c’é un velo di nostalgia che ci impedisce di capire che solo una di queste tre affermazioni è parzialmente veritiera.

Fraintendimenti a parte, è vero che che fino ai primi anni duemila gli scaffali videoludici erano pieni di produzioni tripla A platform, un genere che è andato via via dileguandosi, rimanendo relegato alle piattaforme Nintendo, fino alla ribalta degli indie dal 2008 in poi. Per i dieci anni successivi, i team più disparati hanno proposto titoli più o meno convincenti, con qualche gemma indimenticabile (tra cui Super Meat Boy, Braid, Limbo) che hanno convinto i giocatori che c’era ancora spazio fuori dal Regno dei Funghi per i Platform.

Il team spagnolo Inverge Studios sale sul carrozzone della nostalgia per i platform dell’era PlayStation 2 con Effie, un tributo ai maggiori esponenti del genere disponibile al momento in esclusiva per PlayStation 4 ( ed in arrivo su PC tramite Steam). Per meno di venti euro (19,99€) potrete imbarcarvi nell’avventura di Galand nelle rosse piane di Oblena, ma attenti a non rimanere invischiati in qualche errore tecnico.

Scopriamo insieme i pregi e i difetti di questo tuffo nel passato nella recensione di Effie.

Un nonno e la nipotina davanti ad un camino, la piccola Effie è bramosa di una favola della buona notte. Assecondandola, il vecchio inizia il racconto dell’eroe Galand, dotato di una forza fuori dal comune ma anche egocentrico e lazzarone. Rifiutata la richiesta d’aiuto di una ragazza in difficoltà, Galand viene maledetto e invecchia precocemente. La donna era in realtà una strega che per punirlo del suo egoismo, lo priva della sua giovinezza. Galand non s’arrende d’animo e decide di consultare gli antichi protettori di Oblena, solo per scoprire che la strega ha tramutato l’intero regno, facendone sparire tutti gli abitanti e popolandolo di orchi. Per recuperare quindi sia la giovinezza che ristabilire l’ordine, Galand dovrà ottenere tre manufatti e fermare una volta per tutte la caotica megera.

Quello di Effie è un incipit da libro delle favole (l’analogia con La Bella e la Bestia è evidente) che si rivela interessante via via che otterremo i manufatti. A dar la forza alla componente narrativa di Effie è il doppiatore stesso di Galand, nelle vesti di narratore ed eroe, pronto a commentare dall’esterno ogni azione compiuta dal giocatore. Purtroppo la stessa efficacia non è visibile a video, con animazioni vecchie di quindici anni e a tratti terribili.

Il surf sullo scudo richiama Jak and Daxter, ed è proprio al titolo di Naughty Dog che Effie strizza l’occhio più volte. Se il sistema di movimento a bordo dello scudo risulta facile ed intuitivo, lo stesso non si può dire delle possibilità ridotte dello stesso, con assenza di acrobazie o di ammenicoli vari. Insomma, graficamente Effie da tutto quello che può già nella prima mezz’ora. Gli scorci delle piane di Oblena sono piacevoli, ma ben presto si scontreranno con l’assenza di qualsiasi individuo a schermo.

Sfrecciare nelle piane di Oblena è suggestivo… almeno per la prima mezz’ora.

Lo scopo di Inverge Studios era quello di rendere omaggio ai platform dell’era PlayStation 2, ma il team spagnolo ha evidentemente calcato troppo la mano, confezionando un titolo che, fosse uscito nel 2005, si sarebbe perfettamente trovato a suo agio ma che nel 2019 risulta davvero fuori tempo massimo.

Anche Playtonic con Yooka- Laylee due anni fa propose un tributo ai platform anni ’90 ma, in quel caso, erano solo le meccaniche di base a strizzare un occhio ai titoli per Nintendo 64. Tutto il resto era stato sottoposto ad un filtro moderno, rendendo il gioco piacevole anche oggi.

Effie invece si perde nel classico bicchiere d’acqua.

Le piane di Oblena regalano begli scorci, e missioni aggiuntive tipiche dei platform anni ’90 ma, vuoi per la trama , vuoi per la furbizia del team, l’ambiente è fin troppo vuoto. Escluse le zone con i nemici, o le aree dove si svolgono gli eventi della storia, non c’è un solo png in tutta la valle. Questo permette al nostro Galand di sfrecciare indisturbato a bordo del suo scudo ma lascia una sensazione di povertà ad ogni fine sessione.

L’assenza di elementi mobili a schermo dovrebbe poi riflettersi su una solidità tecnica, ma anche qui Effie inciampa più volte. Dai classici bug di compenetrazioni e movimenti bloccati, fino ad un crescente calo di frame durante le battaglie. Cali di frame sempre più vistosi, via via che l’esercito della Strega ci metterà i bastoni tra le ruote ed otterremo nuovi potenziamenti.

Uno degli scrigni d’esperienza che si appresta a venir distrutto da Galand.

Sono tre i dungeon principali di Effie, sicuramente uno dei punti forti della produzione spagnola. Un insieme di mulini, una segheria e un vigneto sono in grado da soli di reggere le circa dieci ore necessarie a portare al termine la storia di Galand. Tra i tre ho apprezzato in particolar modo il vigneto, sia per l’originalità della location, sia per gli enigmi ambientali leggermente più complicati rispetto a quanto visto nel resto del titolo. Anche sotto l’aspetto degli indovinelli, Effie non cerca mai di stupire, proponendo pressioni di tasti o leve nascoste, succedute da ondate più o meno numerose di nemici.

Raccogliendo le rune sparse per i livelli poi, si andrà a riempire la barra dell’esperienza di Galand che, ad ogni aumento di livello, guadagnerà più punti vita e stamina adatta alle letali mosse segrete dello scudo. L’esperienza è nascosta anche in degli speciali bauli blu, disseminati per le piane di Oblena al fianco di quelli bianchi, contenenti reliquie che raccontano aneddoti sul mondo di Effie.

Le reliquie sono, ahimè, l’altro tasto dolente della produzione spagnola.

Ve ne sono nascoste 18 nel regno, 7 delle quali nei livelli della storia, il lato negativo è che, una volta superato lo stage, non sarà più ripetibile, perdendo qualsiasi reliquia non trovata fino ai titoli di coda. Sicuramente Inverge Studios non penalizzerà il giocatore e gli permetterà di mantenere i collezionabili una volta concluso il gioco, no?

Purtroppo le reliquie vanno raccolte tutte in un’unica run (se siete cacciatori di trofei o semplicemente completisti) perché se vorrete mai ricominciare Effie dovrete cancellare completamente il vostro salvataggio precedente. Questa è una scelta di design inconcepibile e ancorata a ben prima del 2005 e sicuramente un deterrente alla già poca rigiocabilità del titolo.

Il vigneto colpisce fin dall’ingresso.

Nonostante questi difetti, Effie si lascia giocare. Certo bisogna tener conto che è un gioco pensato per il 2005, solamente in inglese e spagnolo. Ma se non si hanno alte pretese vi farà passare un paio di pomeriggi spensierati. Sfortunatamente per lui però, ci sono titoli nettamente più validi sia in uscita che già disponibili.

Effie
Effie – Recensione
PRO
Buono l'incipit della storia
Ambientazioni originali
Qualche buona idea qua e là...
CONTRO
… sommersa da bug di vario genere
Mappa vuota
Animazioni pessime
Impossibilità di backtracking
Cancellazione del file se si dovesse ricominciare
6
Vecchio
Redattore