Skelly Selest

Skelly Selest – Recensione

Skelly Selest, creato da Caiysware e prodotto dal publisher indipendente Digerati, è un rouge-like dai connotati simili ad un Dungeon Crawler, denominato dallo stesso team di sviluppo “slash/dash run n’ gun“. Abbiamo già trattato giochi di tale spessore, ovvero nelle recensioni di Lovecraft’s Untold Stories (Rouge-like con la narrativa lovcraftiana) e Vaporum (classico Dungeon Crawler old-school). Le terminologie adoperate per descrivere – sinteticamente – le meccaniche che il titolo in questione vuole risaltare non sono per nulla atipiche, poiché l’Ordine Selestiale (così annunciato nella trama, e quindi lo tratteremo successivamente nella recensione) è un lavoro concepito per strizzare l’occhio a diversi fattori, oltre ad ispirarsi – palesemente – a The Binding Of Isaac, Enter the Gungeon e similari, dove lo scopo è solo uno: liberare la stanza dalle orde di nemici, con l’ausilio di armi da fuoco e power-up aggiuntivi, e avanzare fino al boss finale. La telecamera isometrica, dall’alto, e l’estetica in pixel-art fortifica lo stile di gioco dei titoli citati e giustifica la sua presunta creazione mediante GameMaker Studio, un software con un motore grafico basilare che non ha bisogno di un livello di programmazione avanzato. Le opzioni ci consentono di progredire in sistema parametrico non visibile, con mappe procedurali e in continua modifica; avvertiremo, solo in sessioni prolungate, la ripetitività di alcune location e la collocazione di oggetti a noi importanti, bensì il punto cardine rimanga quello di doversi prodigare ad eliminare la varietà notevole di forme demoniache con ascia alla mano e una pistola, in qualità di essere scheletrico. Da annoverare, inoltre, il suo sviluppo consentito per console, come Nintendo Switch nel nostro caso – dove la sua essenza ibrida portatile potrebbe giocare a suo favore, oppure no -, grazie al feedback e ai commenti positivi ricevuti durante la permanenza del gioco su Steam per PC. Dunque, Skelly Selest, sarà riuscito a soddisfare le aspettative e dimostrarsi un rogue-like all’altezza di titoli altisonanti come TBOI?

Skelly Selest
Primo approccio con una delle tante modalità presenti nel titolo: sconfiggere le orde demoniache e scendere di livello.

Trama e livello stilistico – Si aprono le porte dell’Inferno: i Custodi Celesti dovranno difendere l’umanità dalle orde demoniache!

La narrazione ha inizio con un prologo/tutorial alquanto immediato e simpatico; l’interfaccia grafica in pixel-art è un surrogato del gioco stesso che dimostra la sua grandissima malleabilità, e così di essere all’altezza e alla portata di un videogiocatore più avvezzo, addentrato in queste dinamiche. Infatti, le prime battute sono accompagnate da un testo eloquente, sintetico e con terminologie Inglesi in forma arcaicanon è presente, nemmeno qui, la localizzazione in italiano, dove, essendo breve, poteva adattarsi benissimo e risaltare il piccolo -. I caratteri usati non sono da tralasciare, oltre alla palette cromati dei colori visionabile a schermo. Il corredo viene analizzato da una presenza che ci spiegherà, durante le prove dei comandi di gioco, la profezia: “un giorno, quando l’inferno dominerà e i morti si riverseranno sulla Terra, solo l’Ordine Selestiale, coloro che dal Paradiso provengono, potranno sconfiggere il male e purificare il mondo intero.” Ovviamente, per poter sfidare le forze demoniache, interpreteremo il ruolo di un simpatico Scheletro, componente dell’ordine, e che dovrà addentrarsi fino alle profondità più astruse e peccaminose dell’Inferno, raggiungendo così la fonte primordiale del male e salvare la terra. Le orde demoniache vengono chiamate Hellion, e vogliono conquistare tutto per soverchiare qualunque forma di purezza e chiara lì presente. I tenebrosi e terrificanti mostri infernali saranno quasi infiniti, e poterli affrontare non è l’unica azione disponibile; ma, dopotutto, la trama, pur essendo così semplice e non troppo articolata, viene risaltata ogni qualvolta proveremo ad avanzare nelle modalità che il gioco offre. Che siano Boss Rush, orde da battere e salire di stanza, oppure giochi di carte (sì, è presente anche un sistema interessante e che tratteremo fra poco), il livello stilistico adottato dal Team di sviluppo è sin da subito ben chiaro: all’esordio di una modalità, appena scelta, verremo catapultati all’Inferno e con poche stringhe, la trama sarà più o meno dipanata.

Skelly Selest
Hitbox grossolane e che impediscono una fruizione perfetta del gioco.

Gameplay – Slash/Dash Run n’ Gun: i punti – e i comandi – saranno a nostro favore?

Se la trama può risultare semplice ai fini della comprensione del titolo, il Gameplay invece è l’aspetto più importante e intrinseco che il gioco ha veramente da donarci. Ma non è completamente tutto così esaltante: anzi, uno dei problemi che ci troveremo davanti sarà quello di affrontare dei comandi non del tutto ottimizzati e non modificabili completamente. Le uniche scelte possibili sono l’assegnazione dell’analogico destro all’arma bianca o alla pistola (decisamente migliore quest’ultima, essendo un roguelike). La levetta sinistra, invece, ci consentirà di muoversi attraverso la mappa, mentre con X e/o Y si avrà – già disponibile, senza dover acquistare o progredire di esperienza, che non è comunque presente – il famoso dash/slash per divincolarsi dalle Orde Demoniache e schivare i colpi. Provarci e riuscirci non è, purtroppo, affidabile, poiché le hitbox grossolane ci ostacoleranno sempre. Con i restanti tasti (B e/o ZL) potremo scatenarci con l’uso dell’ascia, l’arma bianca melee a nostra disposizione; la pistola, come detto poc’anzi, è meglio dedicarla all’analogico, anche se può essere implementata con i tasti A e/o ZR. Questa è la mappatura che avremo a disposizione, senza ulteriori scelte o configurazioni. Molto essenziale, ma che potrebbe disorientarvi nei primissimi minuti: è solo questione di adattamento e abitudine, nulla di anormale per un giocatore.

Oltre al tutorial, le modalità disponibili saranno le seguenti: Lichemancer Hunt, dove in un’unica stanza riprodotta proceduralmente, affronteremo l’orda demoniaca e, successivamente, appena sconfitta, scenderemo di livello e location, per poi raggiungere l’obiettivo finale; Necrotic Colosseum: stesso stile a quella di prima, bensì l’unica variante sia la classifica da scalare, in base al punteggio ottenibile con gli scontri dei nemici infiniti e le relative uccisioni; Dungeon Pilgrimage: qui dovremo ripulire le stanze – che saranno diverse -, la mappa è più grande e un boss ad ogni livello, con la chiave da prendere per sbloccare il portone per quest’ultimo, un po’ come The Binding of Isaac; Clashful Cards: un gioco di carte particolare e strategico, dove per poter sconfiggere il nemico, bisogna ribaltare le carte,  considerando i numeri accostati attraverso le quattro estremità. Il numero inferiore perde e gira la carta avversaria. Le altre quattro modalità sono sbloccabili a seconda di alcune richieste, come quella di totalizzare un punteggio pari o superiore a 2222, oppure una Boss Rush. Da quanto emerso, la varietà è tanta e non vi stancherete subito, essendo così longevo. A vostra disposizione, inoltre anche un Compendium con il bestiario, le carte collezionabili e i punteggi di ogni modalità.

Skelly Selest
Il gioco di carte – simpatico nelle sue meccaniche; vi ricorda qualcosa?

Conclusione & Considerazioni Finali – La profezia era sbagliata?!

Le azioni possibili nel gameplay, come l’attacco o il dash, ottengono maggior completezza in quelle modalità dove le orde sono superiori al normale, anche se le difficoltà sono molteplici – e strutturali -. Spostarsi velocemente e attaccare con l’arma da fuoco, spesso, è solo un impedimento, perché se avvicinati ad un nemico, esso vi bloccherà l’azione sul nascere e non vi consentirà di scattare ulteriormente, perdendo così vita. Una vita che viene identificata con i cuori (cinque all’inizio), mentre i proiettili (cinque anche loro) non potranno essere raccolti da terra, bensì effettuando con successo un attacco melee ravvicinato ad un demone informe. Ci proveremo a farlo, ma le hitbox grossolane rendono il lavoro ancora più snervante, intensificando il danno subito – che a questo punto diventa maggiore – e la completa negazione di ogni nostro movimento. Moriremo troppo spesso, anche in modo fuoriluogo con qualche bug presente nel gioco. Una mancata ottimizzazione che, magari nel futuro aggiornamento, può essere risolta facilmente.

Gli oggetti dentro i forzieri sono parecchi e variegati, alcuni sono complici di simpatiche menzioni che gli sviluppatori vogliono omaggiare al pubblico. Mentre, la caratterizzazione migliore è elargita ai Boss: pieni di dettagli minuziosi, colori riconducibili all’inferno (rosso) e dimensioni considerevoli. Un vero piacere poterli fronteggiare, anziché limitarsi alle orde in unica tinta come la location di gioco, sfuggevoli e davvero troppi. Il comparto Audio è formidabile: si tratta di musica simil chiptune, ovvero musica elettronica ad 8 bit ricreata direttamente dal chip sonoro. Ascoltarla, anche senza dover per forza giocare, è comunque gratificante e rassicura il videogiocatore, dandogli la carica in più per poter fronteggiare le modalità e la rappresentazione del male nel gioco. Skelly Selest, in fondo ad ogni aspettativa, è un titolo capace di incuriosire e attrarre qualunque tipo di giocatore, con un buon comparto musicale e una longevità quasi infinita; la varierà, eppure, non è l’unica, poichè alcuni difetti e bug rendono le prime fasi iniziali raccapriccianti e fastidiose. Ma nulla che si possa risolvere, rimboccandosi le maniche e dandosi da fare a sconfiggere i Demoni riversati nella Terra.

Skelly Selest
Ogni componente a schermo può determinare sia la vittoria che la perdita: state attenti a come usare il dash!

Skelly Selest è disponibile per Nintendo Switch presso l’eShop al prezzo di 9,99 euro!

Skelly Selest
Skelly Selest – Recensione
PRO
Modalità di gioco impressionanti e tutte diverse;
Longevità ottima...;
Ottimo e sbalorditivo comparto musicale "Chiptune";
Un roguelike piacevole e godibile anche da portatile.
CONTRO
Alcuni fastidiosi bug;
... ma spesso ridondante;
Hitbox grossolane e difficili da identificare;
Mappatura dei tasti non modificabile e adattabile.
7.8
Variegato!
Redattore