DERU - the art of cooperation

DERU: the art of cooperation – Recensione

Da oltre due anni la Ink Kit Studio sta lavorando ad un titolo puzzle cooperativo chiamato DERU: the art of cooperation. Si tratta di un titolo cooperativo dalla grafica semplice e rilassante. Dopo averlo provato, è giunto il momento di recensirlo. Sarà un ottimo gioco per i veterani, oppure risulterà un’occasione sprecata? Scopriamolo assieme!

Deru: the art of cooperation si tratta di un puzzle game studiato per essere giocato in cooperativa. I giocatori prendono i panni di due creature dalla forma geometrica (che chiameremo Bianca e Nero per comodità) e dovranno, assieme, risolvere il puzzle di turno. Ogni livello segue uno schema piuttosto simile: i giocatori devono raggiungere un determinato luogo aiutando – nel mentre – il proprio collega. Per rendere le cose più difficili, il giocatore non può toccare qualsiasi cosa presente nella zona del suo stesso colore. Se lo fa, sarà obbligato a ricominciare il livello. È interessante notare che se il giocatore tocca oggetti del colore opposto si formerà una sorta di “effetto muro” che si rivelerà utile in molti casi. In tal modo il giocatore aiuta il compagno, incentivando la cooperazione.

Tutto questo – però – non è abbastanza. Col tempo è possibile scoprire nuove meccaniche che renderanno l’avventura più complessa. Non solo che il protagonista potrà cambiare forma, ma sarà in grado di passare parte della sua “essenza” all’altro giocatore. In questo modo si diventerà rapido e fragile, mentre il compagno sarà più lento e possente.

Giocando DERU: the art of cooperation si potrà notare la presenza di una storia, che lega in maniera semplice i vari puzzle.

Ciò che rende DERU: the art of cooperation un progetto interessante non è il suo gameplay, ma il design. Ormai sapete bene che tratto pochissime volte dei concetti di grafica o design perché spesso non li reputo fondamentali. DERU, invece, mi ha sorpreso! Le ambientazioni proposte sono minimali, ma anche pulite ed immediate. Oltre a questo, i colori utilizzati e la sinfonia proposta rendono il tutto rilassante. Giocare a DERU è una gioia per gli occhi e per le orecchie, indipendentemente da ogni cosa.

DERU: the art of cooperation stupisce il giocatore sotto un altro punto di vista: la difficoltà. Il team di sviluppo è riuscito nell’intento di proporre un gioco tosto, che chiede al giocatore riflessi, pazienza ed un buon lavoro di squadra. Non sono poche le volte in cui si può notare che il livello è difficile solo se lo si affronta nella maniera sbagliata. Questo non significa che è un titolo facile, ma con la giusta strategia ogni gruppo di amici potrà completare questo titolo!

DERU: the art of cooperation
DERU: the art of cooperation propone 5 mondi, e ciascuno di essi possiede 12 livelli circa. Ogni livello propone al giocatore una buona difficoltà e, a seconda delle abilità della squadra, i livelli saranno più o meno facili.

DERU: the art of cooperation possiede dei difetti? Si, alcuni più “dannosi” di altri.

Il primo problema riguarda la gestione della difficoltà del titolo. Come detto prima, il gioco potrebbe risultare così difficile da essere frustrante. Oltre a questo, però, vorrei parlare di un dettaglio a parte: il single player.

Dovete sapere che questo titolo permette di giocare in solitaria controllando le due creature tramite i Joy-Con. Ora, per capire quello che sto per trattare mi serve un gioco dello stesso genere ma completamente diverso: Semispheres. Questo titolo – indipendentemente da tutto – proponeva una colorazione dei personaggi che richiamava la coppia di Joy-Con rosso-blu. In questo modo il giocatore singolo aveva, nel bene e nel male, un punto di riferimento per muovere i personaggi.. Giocando DERU in solitaria, invece, si nota che sarebbe necessario trovare un qualcosa che avrebbe aiutato il giocatore a capire quale personaggio sta muovendo. Probabilmente un effetto Rumble avrebbe fatto comodo.

Questo, però, non è il problema più grande per quanto riguarda il single player.

DERU: the art of cooperation è oggettivamente pensato per essere giocato in due. In tal modo ogni giocatore pensa alla propria creatura supportando, nel mentre, il compagno di squadra. Ebbene, giocare in singolo DERU è un vero atto finalizzato alla pura rabbia e frustrazione. Già dal secondo capitolo risulta necessario essere veloci come un fulmine per evitare colonne di colore che appaiono senza dire niente, e se si gioca da soli la necessità di dover tenere sotto costante controllo le due parti potrebbe veramente innervosire. mi sento, quindi, di NON consigliare DERU: the art of cooperation agli amanti del giocatore singolo!

DERU: the art of cooperation

Concludendo, DERU – the art of cooperation è un videogioco pensato per essere giocato in due e sicuramente gli amanti del genere lo apprezeranno. La sua semplicità, unita alla difficoltà proposta, rendono il titolo allettante. Curiosamente, i difetti più grandi si notano solo se si prova a giocare in solitaria. Nel complesso, è un titolo che mi sento di consigliare a tutti gli amanti del genere, mentre per gli altri è meglio aspettare uno sconto.

DERU - the art of cooperation
DERU: the art of cooperation – Recensione
PRO
Artisticamente parlando, è un gioiellino.
La difficoltà è alta, ma lo stesso tempo risulta "corretta"...
DERU è ottimo se lo si gioca in compagnia
Tantissimi livelli da giocare, che proporranno ai giocatori tanti modi per risolvere l'enigma di turno
CONTRO
È possibile giocare in solitaria, ma la difficoltà schizza alle stelle per una serie di motivi
... anche se alcune volte tende ad essere frustrante
7.5
In coppia è meglio!
Caporedattore