SNK Heroines: Tag Team Frenzy – Recensione

Come descrivere SNK heroines? Beh… il sogno di un pervertito feticista, big boobs e eroine vestite al limite della censura, pronte a battersi per ritornare alla realtà. Un miscuglio senza logica e senza alcun senso degno del miglior manga demenziale, ed a noi tutto questo ovviamente piace da impazzire!

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Una volta superata l’introduzione iniziale delle superchicce giapponesi del gioco, vi ritroverete subito nella schermata principale di titolo dove saranno disponibili da subito tutte le modalità, lasciando a voi la scelta da dove iniziare. Per quanto la modalità battaglia sia quella che ovviamente fa più gola e ci invita subito a metterci in gioco, il consiglio è di lanciarsi invece (forse banalmente) nel tutorial , dato che per quanto possiate essere esperti di picchiaduro, il titolo presenta delle particolarità e delle finezze difficili da comprendere a primo impatto, come le tempistiche della schivata a terra o aerea, l’equilibrio tra attacchi normali, speciali e mosse da sogno (riprenderemo il discorso più avanti). Una volta presa confidenza con le mosse e le meccaniche di base, possiamo esplorare a piacere il menù di gioco, scegliendo di dedicarci ad un match veloce dove scegliere liberamente il nostro team e quello da affrontare, oppure lanciarvi in uno scontro online – dove verrete facilmente massacrati nelle prime fasi – o la modalità storia.

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La storia è in piena linea con lo spirito del gioco, semplice e piuttosto superficiale, dove le eroine che sceglierete di interpretare dovranno battersi per uscire dal mondo immaginato da Kukri, il cattivo di turno, in cui sono state intrappolate dallo stesso per poterne sottrarre la loro forza e raggiungere il mondo reale. Questa premessa ovviamente non è altro che un pretesto per menar le mani e dare vita ad una serie di scene (e costumi) al limite del ridicolo, che in alcuni casi vi strapperanno una risata, lasciandovi però con i il sangue gelato in altrettante occasioni, con freddure degne degli episodi più dissacranti di Bobobo-bo bo-bobo (andatelo a cercare, non ve ne pentirete).

Oltre quel velo un po’ sottile

A tenere in piedi una storia volutamente leggera e spensierata come quella di SNK heroines e dare sostanza al gioco ci pensa fortunatamente il combat system. Come detto prima esso è si molto vicino al sistema di controllo di titoli classici come Mortal Kombat o The King of Fighters (che potremmo considerare il suo fratello maggiore), contraddistinto da movimenti piuttosto legnosi che richiedono una certa precisione nelle distanze e nell’esecuzione delle combo, ma aggiunge al sistema già rodato una serie di accortezze che lo contraddistinguono nettamente dalla concorrenza. Ad esempio se durante una parata sposteremo l’analogico (o i tasti direzionali, in base alle preferenze) questa si trasformerà in una schivata che se realizzata con il giusto tempismo può salvarci in diverse occasioni, o farci riprendere da una serie di colpi subiti se premuto durante una caduta, o dopo una presa aerea. Così come il personaggio di supporto che, anche in fase passiva, potrà comunque partecipare al combattimento lanciando oggetti per aumentare le nostre statistiche o peggiorare quelle avversarie, quando disponibili. Ma la particolarità che risalta subito è sicuramente la mossa da sogno; per mandare in KO l’avversaria non basterà come di consuetudine azzerare la barra della vita nemica, dovremo necessariamente terminare l’incontro con una mossa speciale tramite la pressione del dorsale destro del controller. Le mosse speciali, eseguibili quando la relativa barra è oltre un certo livello, diventeranno appunto mosse da sogno nel momento in cui le energie della nostra avversaria arriveranno allo stremo (verremo avvisati da dei rintocchi di campana e dal colore rosso). Ma anche qui bisogna prestare attenzione ed avere un po’ di tattica, visto che il nemico sarà ancora in grado di parare i colpi, facendoci così perdere un’occasione preziosa. In questo caso possiamo scegliere due alternative: far diminuire ancora di più la vita avversaria in modo da stordirla ed immobilizzarla per qualche secondo, oppure farci attaccare e sferrare la nostra mossa proprio nel mezzo di una combo sfruttando la distrazione dell’opponente, dipende anche da quanto si può rischiare, sopratutto se anche le nostre forze sono allo stremo.

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Le modalità però non finiscono qui, ed una parte importante in un titolo che fa del fan service un suo punto cardine è sicuramente la personalizzazione delle nostre waifu. Il titolo mette a disposizione una quantità abbastanza interessante di costumi, oggetti e voci con cui rendere uniche le eroine a nostra disposizione, che al momento sono 14, ma SNK ha già fatto sapere che sono previsti nuovi personaggi in DLC (non è ancora chiaro se gratuitamente o meno). Avrete sicuramente modo di sbizzarrire la vostra fantasia.

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Sotto il profilo tecnico il gioco se la cava egregiamente, proponendo ambienti e personaggi renderizzati in 3D con una tipica visuale da picchiaduro 2D. Durante tutti i combattimenti, sia contro l’IA che con qualche amico, non si notano cali di framerate; i modelli sono convincenti anche se non particolarmente elaborati (esclusa qualche eccezione) risultando sempre puliti e convincenti per le loro animazioni e caratterizzazioni, mentre gli stage non sono particolarmente numerosi, e non essendoci alcuna interazione ambientale, svolgono il loro compito senza particolari pretese. Ottimo invece il sonoro, che ci regala pezzi puramente J-pop azzeccatissimi per il titolo, accompagnando voci ed effetti sonori perfettamente riusciti.

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SNK heroines: tag team frenzy regala a chi sa dedicargli tempo e perizia un gameplay molto più profondo di quanto la sua copertina patinata possa suggerire, senza mai rinunciare al divertimento ed un senso dell’umorismo totalmente demenziale e fuori di testa. Un titolo che non dovrebbe mancare nella libreria videoludica degli amanti del genere, ma che soffre proprio per questa sua forte caratterizzazione, che rischia di allontanare il pubblico di massa e scatenare (in alcuni frangenti anche a buona ragione, basta osservare la rappresentazione di Mai) le ire femministe. Una scelta drastica e coraggiosa allo sesso tempo, forse volta a stuzzicare quella censura un po’ bacchettona che sta prendendo sempre più piede nel mondo dei videogiochi.  Sbirciate qualche video, tastate bene il gameplay e non ve ne pentirete di certo.

SNK Heroines: Tag Team Frenzy – Recensione
PRO
Puccioso e colorato
Gameplay caratteristico
Pieno di fan service
CONTRO
Caratterizzazione a rati eccessiva
Pochi stage
Pieno di fan service
8.2
Un gioco pronto a fartela vedere!
Redattore