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The Binding of Isaac: Afterbirth+ – Recensione

Difficile dire qualcosa di nuovo su The Binding of Isaac (per comodità, d’ora in poi, lo chiameremo BoI) che non sia già stato detto sulle sue numerose apparizioni, prevalentemente su PC ma pure su altre console.
Ma per quei pochi che ancora non ne hanno sentito parlare, vediamo di fare luce su cosa sia BoI e perché sia diventato un gioco simbolo.

Avviando BoI, si viene accolti da nostra madre che, in preda a delirio mistico, decide di sacrificarci a un Dio che solo lei sente e le chiede di sacrificarci un pò come…esatto, Isacco. A quel punto, rinchiusi nella nostra cameretta, davanti a una mamma armata di coltellaccio, decidiamo bene che fidare nelle nostre conoscenze bibliche non è la migliore delle idee: molto meglio una botola per svicolare in cantina. Pure la cantina, tanto normale non deve essere se è composta da decine di stanze e livelli, popolata da quanto di più strano e, spesso, disgustoso possa abitare una cantina videoludica. Mosche, deformità assortite, larve, boss di fine livello fino a demoni cercheranno di dar manforte alla nostra “dolce mammina” nel tentativo di toglierci da questa valle di lacrime sotto forma di dungeon procedurali.

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E proprio le lacrime useremo per difenderci, “piangendo” addosso a chiunque tenterà di fermarci in quello che, a prima vista, è un roguelike dalle meccaniche piuttosto semplici. Semplici si, ma non facili dato che su un combat-system basilare si innestano centinaia di power-up, bonus, malus, stanze con tesori da aprire con le classiche chiavi, strade da liberare da massi e…. escrementi grazie a bombe da reperire. Giocando a BoI, si noteranno delle analogie con il primo Zelda, sopratutto nell’esplorazione (e se comprerete la versione Retail, troverete pure un manuale realizzato in maniera molto simile a quello di Zelda) e nella visuale.

I contenuti dell’edizione fisica del gioco! Non sono bellissimi?

Ultimo aggiornamento: 2020-09-01 at 17:50

Soprattutto si scoprirà la varietà delle situazioni, dei finali e degli sbloccabili: ci sono parecchi altri personaggi da poter usare, tutti ispirati a personaggi biblici (Giuda, Eva, Maddalena fra gli altri) e tutti da sbloccare compiendo determinate azioni e raggiungendo vari risultati. A questo aggiungiamo patti con Satana per ottenere poteri in cambio di vita, negozi dove acquistare power up, cuori, chiavi o bombe, previa raccolta di monete, “tarocchi” che possono farci spostare nel labirinto e farci scoprire stanze segrete o farci finire in bocca a un boss e così via, e vi rendete conto che da giocare, da scoprire ma, sopratutto, da divertirci, ce n’è e parecchio. Anche in due, perchè usando i Joy-con, potrete farvi aiutare da un amico, al misero costo di un cuore della vostra vita: e giocare con i Joy-con è francamente comodo, considerando che si possono pure rimappare i tasti.

Per gli amanti dei numeri, The Binding of Isaac: Afterbirth+ ci propone più di 600 oggetti e power up, circa 180 tipi di nemici e più di 90 boss: se vi sembra poco…
Su Switch, BoI si presenta nella sua ultima incarnazione: Afterbirth+, con tutti i contenuti usciti e 60 fps che rendono il gioco fluido alla perfezione. Non fà della grafica il suo punto di forza ma lo stile “disturbato” è comunque un bel vedere (personalmente, adoro il boss Gemini); è un buon gioco con un ottimo bilanciamento della sfida e ricompensa l’esplorazione. Forse, qualche informazione sui power-up raccolti (che a volte possono essere dei malus), avrebbe fatto comodo, ma è anche una parte del fascino di BoI lo scoprire e imparare cosa usare e cosa no.

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A chi troppo, a chi niente…

In quanto a rigiocabilità, è senza dubbio un top nel suo genere e vorrei ben vedere dato che, sull’eShop viene venduto a €39,99. Soldi comunque ben spesi dato che potrete accumularci centinaia di ore, trovando ogni volta una sfida diversa ma sopratutto impegnativa e fresca, fra l’altro, prima che salti su il solito sapientone (li ho letti in giro) a dire “eh, ma BoI su PC costa 5/10€”, va detto che il prezzo di BoI:A+ su Switch è in linea col prezzo di Steam per la versione equivalente, quindi completa di TUTTE le espansioni. Ma su Switch, c’è il bonus di avere Isaac sempre con voi, in qualunque posto e non è poco, dato che è una bella esperienza in TV ma, forse, ancor meglio su tablet. In definitiva un gioco che è un pò il portabandiera degli Indie di qualità che vedremo arrivare su Switch ed un acquisto consigliato con il piccolo inconveniente di doversi rivolgerse all’import per la versione retail (almeno per quanto riguarda l’Italia, la reperibilità della bellissima edizione fisica rimane un mistero). In definitiva, un gioco di cui valutare l’acquisto e non per la striminzita line-up attuale di Switch, ma per meriti effettivi.

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Non mancano neppure le belle ragazze…
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The Binding of Isaac: Afterbirth+ – Recensione
PRO
Tanto da fare e da scoprire
Rigiocabilità estrema
Semplice da giocare, difficile da padroneggiare
CONTRO
Prezzo un pò alto
Stile non adatto ai più sensibili
8.9