Slime San

Slime-san – Analisi della versione Switch

Non è la prima volta che vi parliamo di Slime-san, titolo platform in stile 8-bit (o probabilmente anche meno) che richiama il gameplay di uno dei videogiochi che meglio incarna l’essenza del termine “ragequit“: Super Meat Boy. Grazie alla recensione di G.Bislacco siamo venuti a conoscenza di un gioco che, seppure presentasse alcuni difetti, è stato in grado di superare la sfida contro il caposaldo del suo genere offrendosi come un prodotto valido e ricco di contenuti. Poiché il consiglio finale del nostro buon recensore fu quello di dotarsi di un controller, e guarda caso attorno ai sistemi di controllo Switch ci sguazza che è una meraviglia, eccoci qui ad analizzare assieme questa nuova versione del gioco per capire se le meraviglie offerte dalla nuova console di Nintendo riescano ad elevare l’opera targata “The Fabraz Company”.

Prima di verificare come si comporta Slime-san sull’ammiraglia di Kyoto, però, facciamo assieme un breve ripassino di quanto visto e qualche piccola aggiunta riguardante i numerosi extra presenti nel gioco. Slime-san si presenta fin dal primo istante come un titolo studiato per mettere costantemente alla prova i nostri riflessi. Pensato per un pubblico di giocatori “navigati”, il gioco si ambienta all’interno dello stomaco di un enorme mostro, dal quale dobbiamo cercare di fuggire nel più breve tempo possibile. Grazie ad un totale di ben 100 livelli – ciascuno suddiviso in 4 sezioni indipendenti, avremo a che fare con tantissime situazioni ben diversificate che, tentativo dopo tentativo, ci aiuteranno a migliorare costantemente le nostre capacità da saltatore professionista. Nei panni di un innocente slime, dovremo affidarci alla nostra coordinazione per “risolvere” in velocità ciascuno stage. Lo stile artistico minimale, caratterizzato dall’utilizzo di pochissimi colori, offre una chiave di lettura chiara su quali sono gli ostacoli ai quali fare attenzione (e che ci porteranno ad una morte istantanea) – rossi come l’inferno – e quelli che sono gli elementi sui quali poter fare affidamento – rappresentati in verde. Per mettere più pepe all’azione, dopo qualche secondo dall’inizio di ciascuno schema il mostro inizierà a digerire, invadendo la stanza con i suoi letali succhi gastrici.

Slime-san 2
Questo stage mi ricorda qualcosa di EPICO! Ma dov’è finita Pauline-san?

Il level design di Slime-san non strizza l’occhio solamente agli hardcore gamer, ma offre un’occasione anche per quei giocatori che amano definirsi completisti. Ciascuno stage, infatti, per essere completato al 100% richiederà di raccogliere un collezionabile rappresentato da una mela (a quanto pare ai mostri piace il frutto proibito) e spesso posizionato in modo da farci ingegnare per riuscire a raggiungerlo, di soddisfare un requisito di velocità abbastanza stringente e, dove disponibile, di scovare una delle 15 uscite segrete che ci faranno ottenere una moneta.

Grazie ad un’enorme quantità di contenuti aggiuntivi, il titolo ci regalerà tantissime ore da passare anche al di fuori dei livelli principali. Oltre alla presenza di una modalità dedicata agli speedrunner, alla boss rush e del new game+ che sostanzialmente rimescola i livelli principali portando il loro totale a 200, sarà possibile dedicare un pò del nostro tempo libero in alcuni minigiochi che richiamano in maniera mai troppo velata grandi classici del passato. Nel gioco che abbiamo potuto provare qualche mese fa, con il modesto contributo di 3 monete ciascuno era possibile rivivere le sensazioni regalate da sessioni ispirate a Pong, The Legend of Zelda, Pocky & Rocky, Mario Kart e DOOM.

Qui è possibile osservare la prima grande differenza, a mio parere inspiegabile, rispetto alla versione Steam: a quanto pare gli sviluppatori hanno pensato, non chiedetemi per quale assurdo motivo, di rimuovere due degli extra presenti aumentando, di conseguenza, il numero di monete necessarie per sbloccarli – che passano da 3 a 5. Ultimi, ma non meno importanti, alcuni contenuti acquistabili grazie alle mele raccolte strada facendo. Con queste, infatti, potremo sbloccare nuovi personaggi (ciascuno dotato di una particolare abilità), costumi (puramente decorativi) e addirittura concederci il lusso di saltare alcuni stage particolarmente complicati. Come già fatto notare nella precedente recensione, però, vi consigliamo di evitare a tutti i costi questo “trucco legalizzato” in quanto non vi permetterà successivamente di completare il gioco al 100%.

Dai vari test che ho potuto effettuare, basandomi anche sulle osservazioni di G.Bislacco nella sua recensione, posso fin da ora confermare le critiche legate alla resa visiva del titolo – specialmente quando eseguito in modalità portatile sul piccolo schermo del Nintendo Switch. La scelta di utilizzare pochi colori rende di difficile lettura tantissimi dei dialoghi, causando non pochi problemi in molti dei menu di gioco. Per questo motivo ho deciso fin da subito di limitare le giocate in modalità portatile solamente nel caso di brevi sessioni mordi e fuggi.

Slime-san 5
Non so a voi, ma a me sanguinano gli occhi di fronte a questa schermata!

Decidendo di provare allora la modalità docked, per godermi i livelli in uno schermo dalle dimensioni più generose, ho deciso di mettere mano al mio fidato Pro controller. Nonostante questo abbia l’ottimo pregio di essere estremamente ergonomico, il passaggio ad una croce direzionale classica mi ha fatto rimpiangere enormemente quei fantastici tastini indipendenti dei quali il Joy-con sinistro è dotato. Grazie a questi, infatti, ho avuto precedentemente una sensazione di maggior controllo sui movimenti dello slime – tradotta per ovvi motivi in acrobazie più precise e stress da ragequit di natura meno marcata. Questo mi ha portato ad effettuare un ultimo tentativo, con il Joy-Con grip che la fa da protagonista. Ed è proprio quel “cane”, che sembrano voler usare in pochi, a rivelarsi il migliore amico del giocatore che vuole godersi il titolo in ogni sua minima sfaccettatura. In tale configurazione, quella che sicuramente consiglio tra tutte quelle offerte da Nintendo Switch, il gioco offre il meglio di sè ed ammicca ai giocatori per il quali è pensato: gli hardcore gamer, gli speedrunner ed i completisti.

Tutte queste considerazioni, ovviamente, non vanno a rendere meno appetibile Slime-san; semplicemente vanno a riconfermare il voto ottenuto nella precedente recensione rendendo la versione per Nintendo Switch alla pari di quella testata su Steam e sicuramente anche di quelle che arriveranno a breve su Xbox One e PS4.

Per chi ne volesse sapere di più sul gioco, vi riportiamo in calce il video che Axios00 ha realizzato per noi.

Slime San
Slime-san – Analisi della versione Switch
MODUS OPERANDI: Ho potuto giocare a Slime-san grazie ad un codice download gentilmente offerto da Headup Games. Per testare al meglio la versione Nintendo Switch ho eseguito diverse sessioni di gameplay con ciascuna delle modalità previste dalla console ibrida Nintendo, concludendo che il modo migliore per godere del titolo è grazie all'accoppiata dock + joy-con grip. Titolo consigliato agli hardcore gamer ed a tutte quelle persone con una pazienza d'acciaio!
PRO
CONTRO
7.5
VOTO CONFERMATO!
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